
A proposito di inspiegabili fenomeni di cui si è colorita nei secoli la provincia reggina, un cenno particolare meritano gli Unidentified Flying Object, meglio noti come UFO. La casistica degli avvistamenti segnalati nei dintorni di Reggio Calabria risulta molto interessante e variegata, da fare invidia alla Nasa statunitense. Secondo i dati ricavati dai dossier ufficiali dell’aeronautica militare i primi velivoli spaziali che sorvolarono i cieli di Reggio risalgono al lontano 1974 quando dalle acque dello Stretto due donne videro emergere un oggetto bianco luminoso, di aspetto stellare che saliva di quota velocissimo emettendo lampi. Qualche giorno dopo un fenomeno simile, con luce pulsante, fu osservato dal terrazzo della propria abitazione da un testimone dichiaratosi esperto in fatto di Ufo. Da allora, in date diverse, nelle ore più disparate, nelle forme più strane, svariati sono gli avvistamenti annoverati e le sequenze filmate di oggetti volanti non identificati nell’aere reggino. Ulteriori apparizioni furono, infatti, segnalate nel 1980, quando a Roccella Jonica in pieno giorno una sfera gialla attraversò il cielo sereno. L’anno dopo ad Africo un disco di colore rosso vivo ad altissima quota procedeva in direzione sud-est. Ben cinque gli oggetti discoidali avvistati tra Palmi e Bagnara nel 1986, mentre nel 1994, a pochi giorni da Natale, tra Taurianova e Polistena un automobilista notò un globo luminoso giallo arancio in cielo e a Rizziconi altri testimoni videro a circa 500 metri da terra una forma circolare gialla. Nel ’95, un privato cittadino segnalò ai carabinieri di Reggio di aver visto in cielo una forma romboidale bianca, rossa e verde e il 13 maggio 1997 a Taurianova furono notati due intensi fasci di luce blu e rosa. Altri avvistamenti creativi furono segnalati successivamente. Dischi che compivano evoluzioni, luci azzurrognole circolari sul mare colpite dai remi di un pescatore che in cambio ricevette una scarica elettrica, oggetti tondeggianti o ellissoidali filmati durante l’estasi mistica di un veggente che procedevano a zig zag sullo zenit per poi arrestarsi improvvisamente e scomparire. Il tutto, ovviamente, in poche manciate di secondi. L’incontro con i visitatori dello spazio riveste ancora un alone di interesse, sebbene l’ufologia rimanga una realtà sommersa. Ma chissà che un giorno gli alieni non si palesino amichevolmente nei cieli del mare Nostrum.
(Articolo apparso su Calabria Ora del 30.9.2009 a firma Marina Crisafi)