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NOI MARZIANI E UBIK DI PHILIP DICK, articolo di Gino Pitaro
Di Ginux (del 14/02/2010 @ 16:07:55, in Letteratura, Arte, Musica, Cinema, linkato 135 volte)

 

Riporto di seguito il commento di una brava autrice, Carlotta Servidei, su un capolavoro della letteratura mondiale, ovvero "Noi Marziani". Io aggiungo che la fantascienza di qualità è un genere capace di spiegare, con singolare linguaggio espressivo, la realtà dell'uomo presente, i suoi dubbi, le sue paure, le speranze, l'angoscia e l'amore, in modo profondo e originale pertinente ad un genere che erroneamente si considera subalterno alla letteratura che non sia di genere. Ubik, per esempio, ci permette di fare un viaggio nei meandri dell'inconoscibile, del confine tra vita e morte, del sogno. Un viaggio che diventa reale, e non sarebbe potuto divenirlo senza la fantascienza, che non diviene un puro escamotage, ma una parte della realtà vera, di quella tangibile, ma in una dimensione dell'essere diversa. Senza la fantascienza di Dick non sarebbero possibili i suoi mirabolanti viaggi nel mondo vero (vero?), quello materiale.  

Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo cercato di comprendere chi è diverso da noi. Con tenacia o, in certi casi, con leggerezza abbiamo tentato di immergerci nella mente di un altro. Ma che sensazione dà il vivere i pensieri, il guardare le proiezioni mentali, il provare i sentimenti di un diverso per eccellenza ovvero di un malato mentale? Se avete nutrito questa curiosità o la sperimentate, ora la potrete soddisfare in pieno leggendo le pagine di questo romanzo futuristico e nello stesso tempo straordinariamente realistico e attuale di Philip K. Dick. Sarà un viaggio inquietante questo fondersi del vostro essere con quello del piccolo e autistico Manfred: vedrete ciò che i vostri occhi di “sani” non vi consentono di scorgere. Sarà una caduta verso l’inferno dell’uomo, verso l’alienazione e la desolazione del futuro dove niente germoglia e tutto è rovina. Sarà il percorso di alcuni personaggi del libro tra cui Jack, alter ego dell’autore, vittima di attacchi di panico e di allucinazioni (magistralmente descritti) ad abbattere sempre più le barriere tra la realtà e l’immaginazione in un gioco perverso e ipnotizzante. Jack è il prodotto di una società che classifica, svilisce, stritola l’individuo. Un personaggio a cui ci si affeziona subito, fragile, bisognoso d’amore, che si sforza di superare i suoi problemi e che, con tenacia ammirevole, cerca di emergere dalla sua schizofrenia per raggiungere la sponda della vita sana. Una vita che, seppur misera, vale sempre la pena di essere vissuta. Così continuiamo a sorvolare insieme a lui i deserti sconsolatamente ostili di Marte, osserviamo i canali, la chiusa di scarsa e lenta acqua marrone e siamo circondati da insegnanti meccanici che, con le loro menti sterili, schematizzano e cristallizzano ogni cosa; siamo i testimoni di una società che si rifugia in un conformismo nevrotico per sfuggire al caos della propria vacillante identità. Cosa è rimasto dell’umanità? Come si farà ad uscire dal buio di un’esistenza vuota, mediocre, artificiale? La risposta è nel finale di questo coinvolgente romanzo che lascia il segno. E’ un finale sommesso, pacato, quello di Dick. Un finale che non sembra proporci nulla ma che, a guardare bene, tra le righe, ci spiega che la salvezza è stata sempre a portata di mano. E’ la comunicazione, l’amicizia, l’unione, il dono salvifico che noi uomini dobbiamo tutelare per poter aspirare ad un futuro migliore.

Carlotta Servidei

SU UBIK:

Come fa Glen Runciter, titolare di un'agenzia di anti-telepatia, a comunicare con sua moglie Ella per avere consigli dall'aldilà, da un mondo informe e allucinante di semi-vita o non-morte? E perché mai dopo ogni collegamento con Runciter la semi-vita di Ella si va affievolendo sempre più? Che cosa afferra Joe Chip dal suo mondo del 1992 e lo scaglia nell'America degli anni Trenta? E come è possibile che Joe riceva dei misteriosi e cupi messaggi sui muri e sugli specchi dei bagni dal suo capo quando questi è stato ucciso da una bomba esplosa sulla Luna? Come mai anche Pat, con tutti i suoi terribili poteri, è intrappolata insieme a Joe Chip in un assurdo incubo?

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