Young Lions Blog aperto a tutti Young Lions Blog Home Page E' nato il Blog della "Young Lions"! Ultimi scritti Nemesis di Giorgio Gatto Costantino - Articolo di Marina Crisafi Di Ginux (del 01/09/2010 @ 15:38:26, in Letteratura, Arte, Musica, Cinema, linkato 7 volte) Gli elementi ci sono tutti per un fantasy-noir in piena regola. Nemesis, il primo romanzo di Giorgio Gatto Costantino è la storia di un’antica maledizione che grava sulla città di Reggio Calabria e che causerà grandi catastrofi se nessuno cercherà di impedire il furto del quattrocentesco Pentateuco ebraico. L’unica traccia lasciata dalla comunità ebraica espulsa da Reggio il 25 luglio 1511, infatti, non doveva mai essere spostata, pena l’avverarsi della maledizione scagliata dall’ultimo ebreo mentre era già sulle onde dello Stretto in nome della dea della giusta vendetta: Nemesis. Ma qualcuno vuole rubarlo. E toccherà ad Ulisse, l’integerrimo carabiniere, protagonista del romanzo, salvaguardare il Pentateuco e salvare Reggio in pericolo. Ma protagonista è, soprattutto, la città, com’era un tempo e com’è oggi. Ed i reggini con il loro fatalismo che, nonostante la perfidia del destino, gli ha permesso sempre di risollevarsi e ricominciare, ricostruendo sulle stesse pietre quanto era stato distrutto. E qui, il romanzo dal noir si riallaccia al fantasy per via delle voci ed ombre che Ulisse vede materializzarsi dall’aldilà: anime provenienti direttamente dalle pagine della storia che lo accompagnano in un viaggio a ritroso nella Reggio del Cinquecento, lungo le tracce del passato per comprenderlo. Fantasy ma non troppo. Perché come scrive lo stesso autore “chiunque vive con intensità la propria vita, trasmette alle cose che fa o all’ambiente in cui vive, parte della propria energia vitale. Quell’ambiente e quegli oggetti diventano il punto di contatto fra chi è vivo oggi e chi era vivo ieri. Purché chi è vivo sappia ascoltare”. Ed è questo il messaggio profondo del romanzo che ha come filo conduttore la passione per la propria terra e la memoria. Quella memoria di cui si dovrebbe fare tesoro per affrontare meglio il presente e la cui mancanza ha determinato, con la complicità inesorabile del fato, tragici eventi. Ma, alla fine il bene trionfa. E il Pentateuco rimane a Reggio. Tuttora custodito nella teca della biblioteca comunale, testimone solenne delle continue distruzioni e rinascite della città. (p)Link Commenti (0) Storico Stampa CECEIDE di Vincenzo Ammirà - articolo di Gino Pitaro - Di Ginux (del 30/08/2010 @ 11:30:37, in Letteratura, Arte, Musica, Cinema, linkato 18 volte) Un libro necessario come pochi, per riscoprire un grande autore: eccellente tragediografo, ma soprattutto poeta insigne, che ha pagato con ristrettezze e povertà il suo essere eterodosso, oggi si direbbe "politicamente scorretto" o piuttosto inviso al regime borbonico. Con questo poema "Ceceide", uno dei capostipiti della letteratura erotica e dialettale moderna tout court, si copre in minima e insufficiente parte un vuoto editoriale. Vi si narra la morte e l'anniversario della stessa di una prostituta tropeana, Cecia. Il suo funerale sacro e profano, la sua piena adesione ad una vita "generosa", accorta e furba, poi di gran ruffiana ma bonaria, ne fanno l'icona di chi ha preso e ha dato nella vita con abbondanza, portando spensieratezza e felicità, come alcune sue "colleghe", mentre altre rinnegano in punto di morte ciò che sono state in vita. Cecia non rinnega nulla, ma in vita ha dato e preso tutto con gioiosa accettazione o vivace arguzia. Il suo funerale avviene in pompa magna, così come il primo anniversario della sua morte, con religiosi e "pellegrini" da ogni dove. Libro consigliato, edito da Carello Editore: www.carelloeditore.com , anche su IBS: www.ibs.it Nota del Sistema Bibliotecario Vibonese: Tramandata oralmente e ritenuta dall'immaginario popolare l'espressione più alta della poesia dialettale "oscena",La Ceceide se ha consacrato la fortuna di Vincenzo Ammirà ne ha anche decretato l'oblio, impedendo una lettura più serena e approfondita della sua opera.Una vicenda che per certi versi si intreccia con la vita di questo liberale e patriota osteggiato in vita e quasi dimenticato dopo la morte, avvenuta nel 1898. Poeta di diffuso intimismo, di velata malinconia, Ammirà è oggi considerato tra i maggiori esponenti della letteratura dialettale calabrese.E la rilettura della sua opera più nota - che qui si ripropone in un'edizione critica che ristabilisce il testo dal confronto tra le varie versioni conosciute - permette di cogliere i vari aspetti di questa grottesca ed estrosa celebrazione di un'etèra, che è in sostanza un inno alla vita, al piacere, alla trasgressione.Un canto che ha legami profondi con la cultura popolare, che si unisce a una colta e accattivante teatralizzazione per ribadire l'identità tra vita - sesso - felicità. www.sbvibonese.vv.it Gino Pitaro (p)Link Commenti (0) Storico Stampa La sinfonia del tempo breve, articolo di Gino Pitaro Di Ginux (del 28/08/2010 @ 19:23:20, in Letteratura, Arte, Musica, Cinema, linkato 23 volte) Green Talbot nasce nel 1919, in tempo di pace - una pace acerba, troppo giovane per dare frutti, una pace che sarà una parentesi di attonito silenzio fra due conflitti mondiali. Non sa cosa l'aspetta in quel secolo nuovo e fragoroso: sa solo che per trovarlo deve lasciare la sua casa di Tranquillity, dove il tempo ristagna pigro, e gettarsi nel mondo, tra la gente. Green Talbot corre verso quel mondo con curiosità e attenzione. Attraversa l'oceano rischiando la vita ma guadagnandosi amici insperati, e si ritroverà nei luoghi dove la storia ha cambiato il suo corso: l'America della Grande Depressione, l'Europa del dopoguerra, l'Italia del boom economico. E scopre in sé una possibilità unica: attraversare tempo e spazio, percorrere l'intero Novecento e i suoi furori, i suoi personaggi estremi e indimenticabili, le sue città distrutte, depresse o ricostruite, da ogni cosa raccogliendo vita e senso, amicizia e amore, scoprendo gli altri attraverso se stesso. Nella "Sinfonia del tempo breve" si narra la storia di una vita che è tutte le vite. Di un uomo che raccoglie in sé tutto l'umano e si mette in ascolto del mondo. È un romanzo d'avventura, un'allegoria, una metafora dell'esistenza, pagine di un immaginario che vive e respira dentro ogni cosa. Edito da Salani questo bel romanzo vincitore del Premio Tropea 2010. Green Talbot è una delle tante metafore dell'esistenza umana. Il senso della vita è anche nel viaggio che noi percorriamo. E' il viaggio lo scopo stesso ed è il viaggio che ci plasma, ci rende diversi eppure sempre uguali nella nostra intima essenza, che è quella di cercare e conoscere. Una bella variabile del mito di Ulisse in chiave anglosassone e mitteleuropea. Il Premio Tropea dopo solo 4 edizioni si dimostra una kermesse eccellente, in grado di consacrare autori. Le scelte del Premio Tropea non sono mai banali, dalla prima vittoria di Saviano, passando a Gianrico Carofiglio e il suo bellissimo romanzo ambientato a Bari dall'accattivante titolo "Il passato è una terra straniera", fino a Carmine Abate. Il premio Tropea scova quei testi o quelle situazioni letterarie che sono destinate a rimanere nella memoria e nel tempo. Sito del Premio Letterario Tropea: www.premioletterariotropea.org (p)Link Commenti (0) Storico Stampa OLTRE VENERE - Sogni e Vite di e da cani, di Lorena Minardi - articolo di Gino Pitaro - Di Ginux (del 27/08/2010 @ 11:57:05, in Letteratura, Arte, Musica, Cinema, linkato 30 volte) Cani ricchi di umanità e uomini che purtroppo non sono come cani. Questo è l'omaggio appassionato che Lorena Minardi fa a questi grandi amici dell'uomo. Cani che ripercorrono il mito di Ulisse, cani portatori di handicap, capaci di dialogare con "umani", anche loro falcidiati nel corpo o nell'anima, perché non di rado una mancanza si trasforma in qualità di ascolto o in più acute facoltà psichiche o intellettuali. Uomini che non sempre riescono a dare quello che i cani danno, purtroppo, non sempre. E' questa anche la provocazione della scrittrice. Il libro si legge in un paio d'ore e la sensazione è quella di guardare i nostri amici di sempre con occhi rinnovati. Chi acquista il libro sostiene il canile di Imola. Costo: 10 Euro. Riferimenti: www.editricelamandragora.it (la casa editrice del libro) www.canile.imola.info www.amicideicani.net E' possibile contattare anche l'autrice su facebook (p)Link Commenti (0) Storico Stampa
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Gli elementi ci sono tutti per un fantasy-noir in piena regola. Nemesis, il primo romanzo di Giorgio Gatto Costantino è la storia di un’antica maledizione che grava sulla città di Reggio Calabria e che causerà grandi catastrofi se nessuno cercherà di impedire il furto del quattrocentesco Pentateuco ebraico. L’unica traccia lasciata dalla comunità ebraica espulsa da Reggio il 25 luglio 1511, infatti, non doveva mai essere spostata, pena l’avverarsi della maledizione scagliata dall’ultimo ebreo mentre era già sulle onde dello Stretto in nome della dea della giusta vendetta: Nemesis. Ma qualcuno vuole rubarlo. E toccherà ad Ulisse, l’integerrimo carabiniere, protagonista del romanzo, salvaguardare il Pentateuco e salvare Reggio in pericolo. Ma protagonista è, soprattutto, la città, com’era un tempo e com’è oggi. Ed i reggini con il loro fatalismo che, nonostante la perfidia del destino, gli ha permesso sempre di risollevarsi e ricominciare, ricostruendo sulle stesse pietre quanto era stato distrutto. E qui, il romanzo dal noir si riallaccia al fantasy per via delle voci ed ombre che Ulisse vede materializzarsi dall’aldilà: anime provenienti direttamente dalle pagine della storia che lo accompagnano in un viaggio a ritroso nella Reggio del Cinquecento, lungo le tracce del passato per comprenderlo. Fantasy ma non troppo. Perché come scrive lo stesso autore “chiunque vive con intensità la propria vita, trasmette alle cose che fa o all’ambiente in cui vive, parte della propria energia vitale. Quell’ambiente e quegli oggetti diventano il punto di contatto fra chi è vivo oggi e chi era vivo ieri. Purché chi è vivo sappia ascoltare”. Ed è questo il messaggio profondo del romanzo che ha come filo conduttore la passione per la propria terra e la memoria. Quella memoria di cui si dovrebbe fare tesoro per affrontare meglio il presente e la cui mancanza ha determinato, con la complicità inesorabile del fato, tragici eventi. Ma, alla fine il bene trionfa. E il Pentateuco rimane a Reggio. Tuttora custodito nella teca della biblioteca comunale, testimone solenne delle continue distruzioni e rinascite della città.
Un libro necessario come pochi, per riscoprire un grande autore: eccellente tragediografo, ma soprattutto poeta insigne, che ha pagato con ristrettezze e povertà il suo essere eterodosso, oggi si direbbe "politicamente scorretto" o piuttosto inviso al regime borbonico. Con questo poema "Ceceide", uno dei capostipiti della letteratura erotica e dialettale moderna tout court, si copre in minima e insufficiente parte un vuoto editoriale.
Vi si narra la morte e l'anniversario della stessa di una prostituta tropeana, Cecia. Il suo funerale sacro e profano, la sua piena adesione ad una vita "generosa", accorta e furba, poi di gran ruffiana ma bonaria, ne fanno l'icona di chi ha preso e ha dato nella vita con abbondanza, portando spensieratezza e felicità, come alcune sue "colleghe", mentre altre rinnegano in punto di morte ciò che sono state in vita. Cecia non rinnega nulla, ma in vita ha dato e preso tutto con gioiosa accettazione o vivace arguzia. Il suo funerale avviene in pompa magna, così come il primo anniversario della sua morte, con religiosi e "pellegrini" da ogni dove.
Libro consigliato, edito da Carello Editore: www.carelloeditore.com , anche su IBS: www.ibs.it
Nota del Sistema Bibliotecario Vibonese:
Tramandata oralmente e ritenuta dall'immaginario popolare l'espressione più alta della poesia dialettale "oscena",La Ceceide se ha consacrato la fortuna di Vincenzo Ammirà ne ha anche decretato l'oblio, impedendo una lettura più serena e approfondita della sua opera.Una vicenda che per certi versi si intreccia con la vita di questo liberale e patriota osteggiato in vita e quasi dimenticato dopo la morte, avvenuta nel 1898.
Poeta di diffuso intimismo, di velata malinconia, Ammirà è oggi considerato tra i maggiori esponenti della letteratura dialettale calabrese.E la rilettura della sua opera più nota - che qui si ripropone in un'edizione critica che ristabilisce il testo dal confronto tra le varie versioni conosciute - permette di cogliere i vari aspetti di questa grottesca ed estrosa celebrazione di un'etèra, che è in sostanza un inno alla vita, al piacere, alla trasgressione.Un canto che ha legami profondi con la cultura popolare, che si unisce a una colta e accattivante teatralizzazione per ribadire l'identità tra vita - sesso - felicità.
www.sbvibonese.vv.it
Gino Pitaro
Green Talbot nasce nel 1919, in tempo di pace - una pace acerba, troppo giovane per dare frutti, una pace che sarà una parentesi di attonito silenzio fra due conflitti mondiali. Non sa cosa l'aspetta in quel secolo nuovo e fragoroso: sa solo che per trovarlo deve lasciare la sua casa di Tranquillity, dove il tempo ristagna pigro, e gettarsi nel mondo, tra la gente. Green Talbot corre verso quel mondo con curiosità e attenzione. Attraversa l'oceano rischiando la vita ma guadagnandosi amici insperati, e si ritroverà nei luoghi dove la storia ha cambiato il suo corso: l'America della Grande Depressione, l'Europa del dopoguerra, l'Italia del boom economico. E scopre in sé una possibilità unica: attraversare tempo e spazio, percorrere l'intero Novecento e i suoi furori, i suoi personaggi estremi e indimenticabili, le sue città distrutte, depresse o ricostruite, da ogni cosa raccogliendo vita e senso, amicizia e amore, scoprendo gli altri attraverso se stesso. Nella "Sinfonia del tempo breve" si narra la storia di una vita che è tutte le vite. Di un uomo che raccoglie in sé tutto l'umano e si mette in ascolto del mondo. È un romanzo d'avventura, un'allegoria, una metafora dell'esistenza, pagine di un immaginario che vive e respira dentro ogni cosa.
Edito da Salani questo bel romanzo vincitore del Premio Tropea 2010. Green Talbot è una delle tante metafore dell'esistenza umana. Il senso della vita è anche nel viaggio che noi percorriamo. E' il viaggio lo scopo stesso ed è il viaggio che ci plasma, ci rende diversi eppure sempre uguali nella nostra intima essenza, che è quella di cercare e conoscere. Una bella variabile del mito di Ulisse in chiave anglosassone e mitteleuropea.
Il Premio Tropea dopo solo 4 edizioni si dimostra una kermesse eccellente, in grado di consacrare autori. Le scelte del Premio Tropea non sono mai banali, dalla prima vittoria di Saviano, passando a Gianrico Carofiglio e il suo bellissimo romanzo ambientato a Bari dall'accattivante titolo "Il passato è una terra straniera", fino a Carmine Abate. Il premio Tropea scova quei testi o quelle situazioni letterarie che sono destinate a rimanere nella memoria e nel tempo.
Sito del Premio Letterario Tropea: www.premioletterariotropea.org
Cani ricchi di umanità e uomini che purtroppo non sono come cani. Questo è l'omaggio appassionato che Lorena Minardi fa a questi grandi amici dell'uomo. Cani che ripercorrono il mito di Ulisse, cani portatori di handicap, capaci di dialogare con "umani", anche loro falcidiati nel corpo o nell'anima, perché non di rado una mancanza si trasforma in qualità di ascolto o in più acute facoltà psichiche o intellettuali.
Uomini che non sempre riescono a dare quello che i cani danno, purtroppo, non sempre. E' questa anche la provocazione della scrittrice. Il libro si legge in un paio d'ore e la sensazione è quella di guardare i nostri amici di sempre con occhi rinnovati.
Chi acquista il libro sostiene il canile di Imola. Costo: 10 Euro.
Riferimenti:
www.editricelamandragora.it (la casa editrice del libro)
www.canile.imola.info
www.amicideicani.net
E' possibile contattare anche l'autrice su facebook
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