Home Page : Articolo : Stampa
iNscena di Dicembre 2009, Bilanci e novità di un decennio, by Gino Pitaro
Di Ginux (del 13/12/2009 @ 11:40:32, in Cultura e Società, linkato 130 volte)

iNscena di Dicembre 2009 Free download su www.inscenamag.it o in edicola a 1.5 euro Quando tre anni fa abbiamo cominciato questa piccola avventura, pensavo che avremmo dovuto scimmiottare riviste già affermate e blasonate del settore per cercare di "rubare", nel senso positivo del termine, il mestiere a gente più esperta. Come quando si forma una band musicale o una compagnia teatrale, non si sa che tipo di musica o spettacolo uscirà fuori finchè non ci si riunisce, ed è quello che è successo a iNscena nel migliore dei modi. Da subito iNscena, nel suo piccolo e con costante umiltà, non ha seguito le scelte editoriali di grandi gruppi, ma è diventata SUBITO RIVISTA DI TENDENZA, anticipando costumi e fenomeni musicali e culturali, tant'è che magazine come il prestigioso "Rolling Stone" ci seguono e ci copiano, e non solo. Quest'ultima testata a corto di intuizioni e di freschezza non ha migliore idea di nominare "Silvio Berlusconi" personaggio rock dell'anno. Ora, al di là delle simpatie politiche, appare chiaro che una scelta del genere come una su un qualunque politico di destra e manca, non è per nulla provocatoria o innovativa, ma dettata dalla povertà di idee, da redattori e giornalisti che scaldano poltrone invece di fare un lavoro di ricerca e attenzione agli stimoli della società o un'attività sul campo. Che dire, buone feste a tutti, e qualunque cosa riservi il futuro a questa piccola nostra realtà, tra le diverse che ognuno di noi vive, è ed è stato finora un successo clamoroso. Grazie!!! Sul link "edicola" trovate anche i numeri arretrati, e nel numero di Dicembre c'è un allegato di musica di un giovane autore italiano davvero interessante.

Editoriale:

Paura e delirio nel mondo! INscena ha tracciato una linea guida sin dal numero di gennaio 2009 segnalando, attraverso un personalissimo punto di vista, quanto la società abbia subìto modifiche sostanziali in quelli che sono gli ambiti del vivere e dell’interagire. Se i celeberrimi anni ’80 hanno banalizzato la comunicazione, per mezzo di media ricchi di contenuti e privi di concetti, l’ultima decade ha segnato un ulteriore punto a favore del regresso dell’umanità dal quale sarà difficile riprendersi. A mio avviso, due i punti sostanziali: in Italia l’avvento dei reality, e nel mondo intero il dramma dell’11 settembre 2001. L’italiano medio, ormai concetto estendibile a un buon 80% della popolazione, non ha più timore delle telecamere. Dal Grande Fratello in poi ha compreso come atteggiarsi, comportarsi ed esprimersi con scioltezza di fronte al mezzo mediatico volendone divenire assoluto protagonista. Dimenticate quei volti impacciati e intimiditi dei protagonisti dei documentari di Nanni Loi e Pasolini. Adesso l’italiano deve apparire per esistere. L’italiano ha cambiato prospettiva riguardo a tante cose: consumo, sesso, ideologia, scala di valori e peculiarità. Nel 2000 la tartaruga addominale di Mr. Taricone fa notizia, così come anche il suo tatuaggio ben in vista (cosa prima riservata agli artisti, e ancor prima ai marinai e ai galeotti), fa notizia il suo coito in prima serata, così rapido da essere degno del miglior speedy gonzalez così come fa notizia “l’ottusangolo” che in maniera scrupolosa applica le strisce depilatorie su tutto il corpo glabrando l’intero strato cutaneo. Dal 2000 in poi cambiano i corpi, le fisionomie, l’approcio al sesso – non è più necessario farlo, basta guardarlo a qualsiasi ora del giorno e della notte e in modo totalmente gratuito – cambia l’approccio e la conquista – amiamo essere desiderati, essere guardati e osservati, l’aspetto carnale è solo un requiem da vivere nella maggior parte dei casi in modo più o meno incosciente e oscuro – cambia il linguaggio che diventta sempre più spicciolo e mediocre. Il nostro modo di agire è basato unicamente sul concetto dell’apparire… se nessuno ti nota puoi considerarti game over. Non importa come, l’italiano medio sa che DEVE mettersi in mostra. Se non sai cantare, ballare e recitare non importa, vengono sminuite anche le “nobili” professioni artistiche, chiunque vuole tentare la fortuna, chiunque vuole una chanche, chiunque si maschera dietro all’affermazione: “Voglio mettermi alla prova, è una cosa che faccio per misurarmi”. Se poi gli undividui del tutto normali diventano da un giorno all’altro star della TV del cinema e della politica – da velina a ministro ad esempio – il danno è bello che servito: “se ci è riuscito lui/lei, perché non dovrei farcela io?”. Insomma, l’Italia dell’ultima decade è davvero un mare di merda intrisa di mediocre normalità. L’italiano di ultima generazione è “totalmente appagato dal suo semi-Io” come direbbe Antonio Rezza. L’11 settembre invece, ha sconvolto il mondo. Ha insinuato nei cittadini il timore che qualcosa possa accadere da un momento all’altro. Paure confermate e alimentate dagli attacchi terroristici in Spagna e in Inghilterra. Il cittadino teme una tragedia improvvisa. Non ci si può fidare di niente e anche andare in metropolitana rappresenta un eventuale rischio. Certo, il signor Bin Laden (o chi per lui) ha creato un nuovo mostro da odiare, così come per i suoi sostenitori un nuovo eroe da venerare e rispettare, se non fosse mai esistito quell’11 settembre saremmo ancora fermi ai mostri e ai miti del passato. Ma tranne questa lieve sfumatura, unica nota positiva, il terrore e la paura predominano sul vivere di ogni cittadino. Apparire, temere e consumare. Consumare per dimenticare. Consumare ciò che può renderti parte integrante di un sistema sempre più mediocre e passe partout ma che al contempo possa privarti, se pur momentaneamente, di quel senso di panico trasformando il soggetto in una sorta di ibrido terrificante fra Super Man sotto effetto criptonite e Lapo sotto effetto Lapo. Ecco il boom della cocaina, ecco l’esplosione di violenza – la migliore difesa è l’attacco – ecco il totale abbandono della cultura e la conquista di un posto da protagonista nell’ovattata e fasulla realtà che Wharrol aveva predetto tanti anni fa. Fortunatamente siamo giutni alla fine. Quando hai toccato il fondo non puoi cadere più in basso. Chissà cosa ci riserverà la nuova decade. Nel frattempo, nell’attesa, fatemi un grande favore: andate a prenderla lussuosamente in culo (che oltretutto è tanto di moda) e poi pubblicate il filmato su youtube!

Sulla homepage del sito vi siamo grati se votate il nostro sondaggio!

www.inscenamag.it