Young Lions Blog aperto a tutti Young Lions Blog Home Page : Storico (inverti l'ordine) Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico. La stidda del catuso Di Ginux (del 19/05/2010 @ 16:31:59, in Letteratura, Arte, Musica, Cinema, linkato 127 volte) Un giallo decisamente sopra le righe da gustare tutto d’un fiato. Sullo sfondo una Reggio anni ’70 col suo Castello Aragonese ‘splendidamente sdirrupato’, le vecchie comari sedute sul pianerottolo di casa a spettegolare, l’amata Reggina, le cufe, le zanzare, e un caldo che non lascia scampo giorno e notte da maggio ad ottobre. Con ‘La stidda del catuso’ (La stella dello scarico), pubblicato per i tipi di Laruffa Editore, l’autore reggino Danilo Aceto ha imbastito un romanzo breve, ma avvincente, intriso, in ogni pagina, di una regginità, forse ormai perduta, e raccontato in uno scombinato e divertente ibrido italo-calabrese, con qualche pennellata di romanesco. La storia? Un giorno, sulla spiaggia vicina agli scarichi del mattatoio comunale, il ‘catuso’, appunto, Melino, Pinutto e Nico, tre piccoli cuginetti, accompagnati al mare dalla nonna, durante gli immancabili tuffi subacquei credono di trovare una stella marina, reperendo, invece, ben altro, sotto gli occhi terrorizzati della povera Tita. Contemporaneamente, la polizia avvia un’inchiesta su un uomo, al di sopra di ogni sospetto, trovato morto nel suo magnifico attico ‘con vista mozzafiato sullo Stretto, da Ganzirri sino all’Etna compresi’. Il caso viene subito affidato al commissario Pino Laface della questura di Reggio, reggino d.o.c. con la passione per la musica rock e la cucina della moglie Santa che rivendica ogni giorno ‘il suo passaporto calabrese’. Le indagini proseguiranno all’insegna delle lavate di capo del procuratore Paola Coladenti, macchiata della terribile colpa di non essere ‘indigena’, mangiate di ‘maccarruni i casa col ragù, purpetti i mulingiani e babà al rum’, ingurgitate avidamente da Laface e dai suoi fidi collaboratori: Chiovu, pescivendolo del mercato coperto di via Aschenez con la passione per la matematica e la cultura, e Caccamo, presunto dipendente del Ministero dell’Interno a Roma ed inguaribile donnaiolo. Alla fine, tra travestimenti, operazioni folcloristiche e colpi di scena, il caso verrà risolto, con l’inaspettato aiuto dei tre picciriddi che non si rassegnano a perdere la loro preziosa stidda. Un finale coi fiocchi, coi protagonisti che si prendono il meritato riposo godendosi una gita in barca sulle acque dello Stretto in una caldissima giornata d’estate. (Articolo pubblicato su Calabria Ora del 8.6.08, a firma Marina Crisafi) (p)Link Commenti (0) Storico Stampa IL MURO DEI MURI e VIVERE PER ADDIZIONE E ALTRI VIAGGI, DI CARMINE ABATE - articolo di Gino Pitaro - Di Ginux (del 02/05/2010 @ 13:13:05, in Letteratura, Arte, Musica, Cinema, linkato 143 volte) Carmine Abate ha trascorso l'infanzia a Carfizzi, un piccolo paese di Arbëreshë, ossia di lingua albanese, della Calabria. Dopo essersi laureato in Lettere si trasferì ad Amburgo, dove il padre era emigrato. Qui ha insegnato in una scuola per immigrati e ha iniziato a pubblicare i primi racconti. Nel 1984 pubblica la prima raccolta di racconti "Den Koffer und weg", a cui seguì una ricerca condotta con Meike Berhmann, "I Germanesi, storia e vita di una comunità calabrese e dei suoi emigranti". Successivamente è ritornato in Italia: si è stabilito a Besenello, nel Trentino, dove continua l'attività di scrittore ed insegnante. Ha e pubblicato diversi romanzi e racconti di grande successo. Sin dal 2005 tiene incontri sulla multiculturalità e sulle sue opere, ma la sua attività promozionale e culturale ha ampliato sempre più il suo raggio di azione, con moltissime conferenze in tutta Italia ed all'estero. Dall'anno scolastico 2008/2009 l'autore è stato proposto nelle scuole italiane tra gli scrittori di origine calabrese da studiare. Le opere di Carmine Abate, specialmente il libro intitolato "Il Muro dei Muri", vincitore tra l'altro dell'Oscar Mondadori, mettono in evidenza nelle sue varie forme quello che è il vero nemico della società, il razzismo, la barriera più grande che esiste al mondo e che cerca di dividere gli uomini, motivo d'incomprensione e d'incomunicabilità tra questi ultimi. Tema parzialmente ripreso nel coacervo "Vivere per addizione e altri viaggi". E sono appunto le tematiche del viaggio, della ricerca, dei problemi dell'intolleranza o della mancanza di comprensione reciproca, quelle più presenti nell'opera di Carmine Abate, mescolate ad uno stile semplice, fortemente personale, scorrevole e di grande impatto, ma soprattutto che richiama con piacere alla lettura. I romanzi di Abate, emigrato da giovane in Germania per motivi di lavoro, sono frutto di un'esperienza diretta e riescono a far penetrare nella mente del lettore una realtà poliedrica, ricchissima di spunti sociali, esistenziali, venati talvolta di un sottile umorismo, volti a descrivere in modo efficace un notevole percorso di formazione giovanile e non solo. La capacità di Abate di entrare nei meandri del vissuto infantile o giovanile, trasfondendo ciò nelle dinamiche della crescita, sono caratteristiche peculiari della sua scrittura, che si fa densa, a mio avviso, di un senso complesso di amore e distacco dall'heimat, ovvero quel forte rapporto di umori e sapori che tutte le persone che vivono fuori dal loro ambiente di origine ne soffrono nella mancanza, non senza asperità, e poi lo ritrovano quando vi tornano, ma con una coscienza diversa, da qui, secondo la mia opinione, anche le similitudini di Carmine Abate con i grandi scrittori tedeschi dei secoli passati e della loro fascinazione per le tematiche del viaggio e della ricerca, così forti nell'animo giovanile di ogni generazione, che talvolta prendono nel meridione i connotati e le piaghe dell'emigrazione, con i calabresi in particolare, sempre un pò "germanesi"; su queste tematiche giovanili, delle radici, del viaggio, del rapporto con la terra di orgine leggere per esempio "La Moto di Scanderbeg" e "Il Mosaico del Tempo Grande", mentre sul ritorno e la vita nel proprio heimat è incentrato "Gli Anni Veloci", ma non un heimat statico, sia fisicamente che intellettualmente; qui il passato si compenetra nel presente e diventa una chiave per vivere il futuro. Un amore giovanile è la chiave di volta, e le canzoni ed il vissuto di Rino Gaetano e Lucio Battisti entrano nelle vite dei personaggi. Nel bellissimo "Tra due mari" la crescita di un italo-tedesco trova la sua dimensione di vita proprio in queste due "sponde", ed è in questo precariato che si fonda la sua identità di giovane immerso immerso nei colori sociali e naturali della Calabria, nelle amicizie e negli amori del passato e del futuro, nel fulcro fisico rappresentato dal "Fondaco del Fico", una mitica locanda dove stazionò Dumas. Bisogna tuttavia aggiungere che le tematiche affrontate da Abate sono così comuni e interessanti per i giovani europei, che l'immersione nella lettura risulta piuttosto rapida e coinvolgente. OPERE: Nel labirinto della vita, Roma: Juvenilia, 1977. I Germanesi: storia e vita di una comunità calabrese e dei suoi emigranti, Carmine Abate e Meike Behrmann, Cosenza Pellegrini, 1986. Shtegtimi i unazës, Pejë: Dukagjini, 1994. La moto di Scanderbeg, Fazi, 1999. La festa del ritorno, Mondadori, (2004) (vincitore del "Premio Napoli", "Premio Selezione Campiello" e Premio Corrado Alvaro). Tra due mari, Mondadori, 2005. Il muro dei muri, Oscar Mondadori, 2006. Il ballo tondo, Piccola biblioteca Oscar Mondadori, 2005. Terre di andata, Argo, 1996. Il mosaico del tempo grande, Mondadori, 2006. Gli anni veloci - Mondadori, 2008. Vivere per addizione e altri viaggi, Mondadori, 2010. In questo post sono riportati due libri simili e diversi della bibliografia di Carmine Abate, IL MURO DEI MURI e VIVERE PER ADDIZIONE E ALTRI VIAGGI, perché entrambi sono strutturati nelle forme del racconto breve, entrambi affrontano il problema del razzismo, dell'incomprensione e della difficoltà di comunicare, ma sono stati editiati in tempi diversi, seppur i singoli racconti sono stati scritti in alcuni casi durante la stesura di altri romanzi. In un certo senso si può dire che chiudano un cerchio, un ciclo. Gino Pitaro (p)Link Commenti (0) Storico Stampa GAMER -film- articolo di Gino Pitaro Di Ginux (del 25/04/2010 @ 13:20:33, in Cinema, linkato 190 volte) GAMER Regia e sceneggiatura: Brian Taylor, Mark Neveldine. Cast: Angie è Amber Valletta; Kable: Gerard Butler; Gina Parker: Smith, Kyra Sedgwick; Ken Castle: Michael C. Hall. Anno: 2009. Nazione: USA. Data uscita in Italia: marzo-aprile 2010. Genere: azione, thriller. Distribuzione: Moviemax. Chi ricorda “Rullerball”? Il film degli anni settanta, connubio tra gioco, rischio della propria vita e insieme mix di spettacolo, sport, società imbarbarita, arena che coinvolge spettatori assetati di sangue. Questo film afferra il pretesto narrativo e sposta l'attenzione al contesto di oggi. Di tutto un po', con l'aggiunta di Terminator, Quinto Potere ed action movie anni ottanta. In un futuro non troppo lontano, il carcerato Kabel è condannato a morte e per sua disgrazia è divenuto una star della Televisione. Tutte le settimane infatti milioni di telespettatori accendono il televisore per vedere lui ed altre centinaia di detenuti combattere fra di loro, come pedine in un gioco online chiamato Slayers, inventato dal vate della tecnologia Ken Castle. Dalle loro case, ricchi e giovani videogamers controllano Kabel e gli altri individui coinvolti nel gioco, proprio come fossero personaggi di un videogioco "normale". Gino Pitaro (p)Link Commenti (0) Storico Stampa TI PARLERO' DI TE, DI GIOVANNI BENINCASA - libro su MARIO AZZONI - di Gino Pitaro Di Ginux (del 18/04/2010 @ 16:30:38, in Letteratura, Arte, Musica, Cinema, linkato 366 volte) Giovanni Benincasa, attraverso questo libro, rivela il segreto di Mario Azzoni, veggente e bioterapeuta, e dei suoi misteriosi poteri. Azzoni riesce a vedere dentro le persone, a fare una diagnosi del loro stato di salute e un profilo della loro personalità. Secondo il veggente la morte non esiste, è solo il passaggio ad un'altra dimensione, dimensione con la quale lui è continuamente in contatto. Per contatti e appuntamenti segnalo il sito http://www.marioazzoni.it - Bisogna attendere liste chilometriche prima di parlare con lui. Una volta che ci si conosce non è necessario aspettare così tanto per le terapie, che avvengono in dei giorni precisi previo rapide prenotazioni, ma lui se ne accorge subito se qualcuno utilizza qualche escamotage per farlo incontrare con amici o conoscenti. Ogni tanto c'è gente che ci prova, ma lo nota sempre, vede perfino se qualcuno, in buona fede, ha messo un registratore nascosto allo scopo di riascoltare quello che lui dice. Non è un "santone" e nè si atteggia a tale, non è pieno di sè, piuttosto gli piace considerarsi un terapeuta con dei doni di percezione spazio-temporali, diciamo così. Il suo studio di "biopsicotronica" ben indica il fatto che le sue diagnosi tengono conto di quello che voi siete, considerati in una sorta di tuttuno, dove salute, psiche, energia e attitudini si fondono in un solo profilo, dove ogni caratteristica è dipendente dall'altra, e non come avviene spesso oggi, dove si scollegano aspetti ritenuti diversi o si tende a minimizzarne i collegamenti per quanto è possibile: la salute dalle attitudini, il passato dal presente o dal futuro, e in definitiva la medicina classica da ciò che decodifichiamo con il termine "sensitivo" o "paranormale". Non voglio entrare negli aspetti personali, però per esempio Mario Azzoni vede esattamente, perfino nei minimi e insignificanti dettagli, quello che vi è successo, come e quando. Vi fa un ritratto dettagliato della vostra personalità e non solo. Gli scettici, sconvolti, lo metterebbero a capo di una presunta superangenzia di intelligence, da fare impallidire la CIA, KGB e il MOSSAD messi insieme...poi dicono che chi è possibilista sul paranormale avrebbe maggiori tendenze all'irrazionalità...(???) Tornano utili la fisica quantistica e la definizione di "psicotronica": LA PSICOTRONICA E' L'AZIONE VERSO UN OBIETTIVO, CON IL SUPPORTO DI COLLEGAMENTI STRUTTURALI ED ENERGIA QUANTISTICA. La distanza fisica è irrilevante. Ciò che conta è la potenza dell'Energia Vitale impiegata e l'accuratezza dei Collegamenti Strutturali. Per comprendere i procedimenti psicotronici, dobbiamo prima studiare profondamente le caratteristiche dell'Energia Vitale e la natura dei Collegamenti Strutturali, passando poi ai modi per creare entrambi. Appreso ciò potremo compiere ogni atto con successo e vedremo la PSICOTRONICA sotto forma di scienza, coi suoi metodi, le sue teorie, la sua prassi invece di vederla come una cosa misteriosa e sfuggente. (consultate il sito http://www.psychotronicmachine.it ) Suggerisco quindi il libro di Giovanni Benincasa, che anche se non può ritenersi esaustivo, offre un approccio genuino e reale a chi vuole cominciare a saperne di più su Mario Azzoni. Gino Pitaro MARIO AZZONI MEGLIO DI TUTTI SPIEGA ATTRAVERSO QUESTA CITAZIONE LA SUA ESPERIENZA E LA VOSTRA, QUANDO LO INCONTRATE: http://www.young-lions.it/public/Azzoni,%20citazione.bmp (p)Link Commenti (0) Storico Stampa IL CAMMINO DI SANTIAGO E IL MANUALE DEL GUERRIERO DELLA LUCE, DI PAULO COELHO - Gino Pitaro Di Ginux (del 21/03/2010 @ 13:27:20, in Letteratura, Arte, Musica, Cinema, linkato 259 volte) "Lo Straordinario risiede nel Cammino delle Persone Comuni." "Quando si va verso un obiettivo, è molto importante prestare attenzione al Cammino. E' il Cammino che ci insegna sempre la maniera migliore di arrivare, e ci arricchisce mentre lo percorriamo." Il Cammino di Santiago racconta il viaggio del narratore Paulo lungo il sentiero dei pellegrini che conduce a Santiago di Compostela, in Spagna. In compagnia della sua guida spirituale, il misterioso ed enigmatico Petrus, Paulo affronta una serie di prove ed esercizi, incontra figure che mettono a repentaglio la sua determinazione e la sua fede, schiva insidiosi pericoli e minacciose tentazioni, per ritrovare la spada che gli permetterà di diventare un Maestro Ram. Il Cammino, realmente percorso da Paulo Coelho nel 1986, diventa così luogo letterario di un ispirato romanzo d'avventure che è nello stesso tempo una affascinante parabola sulla necessità di trovare la propria strada nella vita. Composto nel 1987, Il Cammino di Santiago occupa un posto peculiare nell'opera di Paulo Coelho, non soltanto perché è il suo primo romanzo - cui farà seguito L'Alchimista - ma soprattutto perché rivela pienamente l'umanità del suo messaggio e la profondità della sua ricerca interiore (dal sito della Bompiani). Ho trascritto fedelmente ciò che è riportato nel sito della Bompiani, perché è esaustivo nel descrivere ciò che riguarda questo bellissimo e vissuto romanzo. Un percorso di iniziazione, che può essere diverso per ognuno anche nelle modalità, ma deve essere comune a chiunque voglia far germogliare il nuovo dentro di sé o rivitalizzarsi. Un percorso mai comodo eppure necessario. Il Cammino di Santiago può essere ovunque, anche quello che percorriamo ogni giorno quando usciamo da casa; ciò che conta è come leggiamo i segni del quotidiano, la nostra apertura mentale, il nostro seguire coerentemente determinate idee (vedasi per esempio i suggerimenti del "Manuale del guerriero della luce"). Non è il percorso propriamente detto a fare la differenza, ma il modo con il quale lo percorriamo. "Il guerriero della luce crede.Poiché crede nei miracoli, i miracolicominciano ad accadere", questo addotrinamento estrapolato dal libro "Manuale del guerriero della luce", che è una sorta di guida in forma di vademecum, è una delle tante ed eccezionali frasi di questa opera. Ogni passo, che non occupa mai più di una pagina, guida il lettore ad aprirsi ad un mondo nuovo, a scoprire una germogliante e più coerente dimensione della propria vita, contribuendo a generare un mondo nuovo. Una guida eccezionalmente pratica e utile, meravigliosamente utile, tutt'altro che idealistica. (p)Link Commenti (0) Storico Stampa iNscena Magazine di Marzo 2010 - DAL 2007 IN EDICOLA! Di Ginux (del 14/03/2010 @ 15:20:10, in News, linkato 127 volte) Il tema di questo mese è incentrato sul concetto di Costruzione. Un po’ strano però parlarne proprio nel momento in cui iNscena Magazine cartaceo è costretto a chiudere! Strano parlare di costruzione nel bel mezzo della distruzione. Inutile ricordare che la vendita del cartaceo rappresentava ovviamente la nostra unica fonte di sostentamento. Vedremo fin quando riusciremo comunque a tirare avanti e poter pubblicare almeno il pdf in versione gratuita. La chiusura del cartaceo non dipende certo da noi. I nostri partner, coloro i quali stampavano la rivista ogni mese, parlano di vari - ma non chiari - problemi aziendali… Colpa della crisi, che volete?! Strano solo che di questa crisi abbia risentito esclusivamente la nostra realtà e non tutti gli altri inserti di Gazzetta del Sud che invece saranno stampati e distribuiti regolarmente come se nulla fosse successo. La crisi colpisce solo iNscena… e vabbè. Mi sembra giusto comunicarvi anche che tale decisione è stata presa dall’oggi al domani. Siamo stati chiusi nel giro di 24 ore. Che velocità! Ma che volete, quando c’è di mezzo la crisi! Ce ne faremo una ragione. A dire il vero eravamo anche preparati a una situazione del genere. iNscena chiude per la crisi? Davvero? Dopo le nostre ultime pubblicazioni avevamo ricevuto più volte da parte di “chi di dovere” rimproveri del tipo: «mah, si può scrivere questo? E quest’altro? Ma si può ironizzare sul Papa? Ma si può chiamare mai una rubrica “Fatti e Pugnette”? E un’altra ancora “Coito ergo sum”? Ma si può mettere in copertina una che pippa cocaina? Ma si può scrivere “Vaffanculo” in un editoriale?», e tanti altri commenti ancora. iNscena cartaceo chiude per la crisi? Davvero? Voi che ne dite? Tirate voi le somme cortesemente. Mi viene in mente la scena finale de “La 25° ora” di Spike Lee, quella in cui il padre esorta il proprio figlio a riflettere di fronte all’incanto del deserto: “[…] Ogni uomo, donna e bambino dovrebbe vedere il deserto almeno una volta prima di morire. Non c’è niente per miglia e miglia tutto intorno. Nient’ altro che sabbia, rocce, cactus e cielo azzurro. Non c’è anima viva. Niente sirene, niente allarmi delle macchine, nessuno che ti suona, nessun matto che bestemmia o piscia per la strada. Trovi solo il silenzio, laggiù. Trovi la pace. Puoi anche trovare Dio. […] Nel deserto si può ricominciare.” Terreno edificabile, vergine o tornato tale. A noi di iNscena è stato dato in dono un deserto edificabile! Certo, non è esattamente come viene descritto nella 25° ora. Qui da noi, in Calabrifornia, è pieno clacson, di gente che piscia per strada, sirene e allarmi delle macchine… Tante, tantissime macchine del cazzo! Ma ci accontentiamo comunque di questo deserto meraviglioso che ci è stato donato con tanta cortesia e attenzione. Adesso bisogna costruire, edificare, erigere. Bisogna farlo adesso. E anche più di prima. Copertina del mese dedicata a Federico Bonelli, filosofo, film-maker e fondatore dell’Associazione Anonima Altrovista. Buona lettura. FREE DOWNLOAD su www.inscenamag.it (p)Link Commenti (0) Storico Stampa NOI MARZIANI E UBIK DI PHILIP DICK, articolo di Gino Pitaro Di Ginux (del 14/02/2010 @ 16:07:55, in Letteratura, Arte, Musica, Cinema, linkato 136 volte) Riporto di seguito il commento di una brava autrice, Carlotta Servidei, su un capolavoro della letteratura mondiale, ovvero "Noi Marziani". Io aggiungo che la fantascienza di qualità è un genere capace di spiegare, con singolare linguaggio espressivo, la realtà dell'uomo presente, i suoi dubbi, le sue paure, le speranze, l'angoscia e l'amore, in modo profondo e originale pertinente ad un genere che erroneamente si considera subalterno alla letteratura che non sia di genere. Ubik, per esempio, ci permette di fare un viaggio nei meandri dell'inconoscibile, del confine tra vita e morte, del sogno. Un viaggio che diventa reale, e non sarebbe potuto divenirlo senza la fantascienza, che non diviene un puro escamotage, ma una parte della realtà vera, di quella tangibile, ma in una dimensione dell'essere diversa. Senza la fantascienza di Dick non sarebbero possibili i suoi mirabolanti viaggi nel mondo vero (vero?), quello materiale. Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo cercato di comprendere chi è diverso da noi. Con tenacia o, in certi casi, con leggerezza abbiamo tentato di immergerci nella mente di un altro. Ma che sensazione dà il vivere i pensieri, il guardare le proiezioni mentali, il provare i sentimenti di un diverso per eccellenza ovvero di un malato mentale? Se avete nutrito questa curiosità o la sperimentate, ora la potrete soddisfare in pieno leggendo le pagine di questo romanzo futuristico e nello stesso tempo straordinariamente realistico e attuale di Philip K. Dick. Sarà un viaggio inquietante questo fondersi del vostro essere con quello del piccolo e autistico Manfred: vedrete ciò che i vostri occhi di “sani” non vi consentono di scorgere. Sarà una caduta verso l’inferno dell’uomo, verso l’alienazione e la desolazione del futuro dove niente germoglia e tutto è rovina. Sarà il percorso di alcuni personaggi del libro tra cui Jack, alter ego dell’autore, vittima di attacchi di panico e di allucinazioni (magistralmente descritti) ad abbattere sempre più le barriere tra la realtà e l’immaginazione in un gioco perverso e ipnotizzante. Jack è il prodotto di una società che classifica, svilisce, stritola l’individuo. Un personaggio a cui ci si affeziona subito, fragile, bisognoso d’amore, che si sforza di superare i suoi problemi e che, con tenacia ammirevole, cerca di emergere dalla sua schizofrenia per raggiungere la sponda della vita sana. Una vita che, seppur misera, vale sempre la pena di essere vissuta. Così continuiamo a sorvolare insieme a lui i deserti sconsolatamente ostili di Marte, osserviamo i canali, la chiusa di scarsa e lenta acqua marrone e siamo circondati da insegnanti meccanici che, con le loro menti sterili, schematizzano e cristallizzano ogni cosa; siamo i testimoni di una società che si rifugia in un conformismo nevrotico per sfuggire al caos della propria vacillante identità. Cosa è rimasto dell’umanità? Come si farà ad uscire dal buio di un’esistenza vuota, mediocre, artificiale? La risposta è nel finale di questo coinvolgente romanzo che lascia il segno. E’ un finale sommesso, pacato, quello di Dick. Un finale che non sembra proporci nulla ma che, a guardare bene, tra le righe, ci spiega che la salvezza è stata sempre a portata di mano. E’ la comunicazione, l’amicizia, l’unione, il dono salvifico che noi uomini dobbiamo tutelare per poter aspirare ad un futuro migliore. Carlotta Servidei SU UBIK: Come fa Glen Runciter, titolare di un'agenzia di anti-telepatia, a comunicare con sua moglie Ella per avere consigli dall'aldilà, da un mondo informe e allucinante di semi-vita o non-morte? E perché mai dopo ogni collegamento con Runciter la semi-vita di Ella si va affievolendo sempre più? Che cosa afferra Joe Chip dal suo mondo del 1992 e lo scaglia nell'America degli anni Trenta? E come è possibile che Joe riceva dei misteriosi e cupi messaggi sui muri e sugli specchi dei bagni dal suo capo quando questi è stato ucciso da una bomba esplosa sulla Luna? Come mai anche Pat, con tutti i suoi terribili poteri, è intrappolata insieme a Joe Chip in un assurdo incubo? (p)Link Commenti (0) Storico Stampa CODICE GENESI - The Book of Eli - film, articolo di Gino Pitaro Di Ginux (del 13/02/2010 @ 17:17:48, in Cinema, linkato 142 volte) CODICE GENESI Regia: Albert e Allen Hughes; Sceneggiatura: Gary Whitta. Cast: Denzel Washington, Gary Oldman, Michael Gambon, Mila Kunis; Anno: 2009; Nazione: USA; Data uscita in Italia: 26 febbraio/04 marzo 2010; Genere: azione-thriller; Distribuzione: 01 Distribuzione. In un futuro non troppo lontano, circa 30 anni dopo l'ultima guerra, un uomo attraversa in solitudine la terra desolata che un tempo era l'America. Intorno a lui città abbandonate, autostrade interrotte, campi inariditi; tutti segni di una catastrofica distruzione. Non c'è civiltà, né legge. Un guerriero solitario è costretto a combattere per condurre la società alla conoscenza che potrebbe diventare la chiave della sua redenzione. E' uno di quei film che sta incontrando sia il successo di pubblico che quello della critica. La storia dell'eroe, interpretato da Denzel Washington, che erra nella desolazione di un futuro post-apocalittico per custodire il libro che salverà l'umanità, ha decisamente persuaso anche i giornalisti. Trentanove milioni di dollari durante la prima settimana di programmazione negli Stati Uniti. QUESTO FILM E MOLTO ALTRO SU www.inscenamag.it ; www.calabrisi.it (p)Link Commenti (0) Storico Stampa PRIMA CHE ARRIVI LA NOTTE. SESSO E AMORE AL TEMPO DEGLI SMS, DI MARIA LUISA BUSINCO Di Ginux (del 02/02/2010 @ 17:08:22, in Letteratura, Arte, Musica, Cinema, linkato 283 volte) Menziono questo bel libro di Maria Luisa Businco, che si può scaricare dal sito internet: http://www.arpabook.com/catalogo.asp?cerca=businco oppure facendo una ricerca su www.arpabook.com inserendo il nome dell'autrice. Una breve descrizione: Prima che arrivi la notte, prima che il buio finisca per ingoiare tutto, ogni bagliore attira l’attenzione e ogni scintilla sembra promettere un divampante fuoco. In questo romanzo, sesso, amore e compromessi, condurranno la protagonista alla scoperta e alla consapevolezza di quanto sia prezioso conoscersi a fondo. Gli uomini - amanti ed amati - non saranno più l’unico motivo per sopravvivere al dolore e all’assenza di qualcos’altro…mentre l’alba regala nuovi colori. Finalmente sto iniziando a conoscere le regole del gioco, il nostro gioco. La notte è il nostro scacchiere, ed io e tu le pedine. Tutto il giorno per immaginare la prossima mossa. È un piacere sottile, che mi sorprende ad anticipare i tuoi desideri, appagando il mio istinto di amazzone. Per scrivere all'autrice il sito internet è il seguente gaiamb@libero.it Dal libro è stata tratta anche una bella piece teatrale Di seguito la locandina: http://www.young-lions.it/public/Primakearriviloc.pdf (p)Link Commenti (0) Storico Stampa iNscena Magazine di Gennaio 2010. Il primo numero del nuovo decennio!!! di Gino Pitaro Di Ginux (del 28/01/2010 @ 15:56:47, in News, linkato 175 volte) FREE DOWNLOAD DI iNscena Magazine di Gennaio su http://www.inscenamag.it , inoltre segnalo, nella frontpage del sito o nel relativo motore di ricerca, la bella intervista di Simonetta Caminiti a un monumento del doppiaggio italiano: Cristina Boraschi. Editoriale: Sveglia! È il momento di svegliarsi. Quanto avete vissuto finora è solo frutto di un sogno, di un’illusione onirica… uno spiacevole incubo. Nulla di ciò che avete visto è mai realmente accaduto. Era solo la proiezione delle vostre paure più intime. Respirate lentamente. Quando aprirete gli occhi non ricorderete nulla e sappiate che non c’è nulla da ricordare. Nel malaugurato caso doveste imbattervi in una tizia, che nel look e nello stile ricorda Tony Dallara, che intona o per meglio dire distrugge “Ma il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano, è solo un protrarsi della fase REM, non abbiate dunque timore, anche quella macchia, quel residuo immondo di quel passato inesistente svanirà nel giro di pochi mesi. Non rimarrà più nulla di quel tunnel che ha preceduto il vostro risveglio. Adesso cominciate ad aprire gli occhi, lentamente. La vista è ancora leggermente annebbiata, ma a breve tutto sarà più nitido. Nel marasma generale distinguerete ancora qualche voce… Inizierete a scorgere i volti di tanti politici a voi noti. Non temete, la terapia ha fatto effetto, ma quelle figure appartengono e sono frutto di una realtà ben più distante da quel vuoto generazionale appena concluso. Le scorie si eliminano facilmente, i macigni invece vengono consumati più lentamente. Non temete, all’estinzione naturale ci ha già pensato la Natura. Sì, quella esiste ancora. Non è stata totalmente demolita. Una volta svegli avrete capito come preservarla e rispettarla. Fra cinque anni circa la scienza avrà finalmente collaudato un vaccino anti-HIV, e quindi anche il sesso tornerà alla sua Natura. Una volta svegli capirete l’importanza di rispettare la Natura evolutiva dell’essere umano, con la sua necessità di conoscenza e sviluppo intellettivo. Una volta svegli odierete le masse e coltiverete l’individualismo, amando, temendo e rispettando l’individuo. Qualcuno vi parlerà di una fine del mondo annunciata. Sentirete parlare di un dicembre 2012. Non temete, nonostante non ricorderete nulla, conserverete una occulta memoria di un incubo che ha già rappresentato la fine di un mondo. Il mondo è già finito, o perlomeno è rimasto in standby per dieci anni lasciandosi sporcare e maltrattare da una massa ben organizzata di scorie. Ripeto, nulla è mai realmente accaduto. Tutto è frutto di un incubo. Sveglia! Adesso aprite gli occhi! Benvenuti negli anni ’10. Ora siete svegli e nulla è successo. Vivete, lasciate vivere e costruite. In questo numero UOMO MANGIA UOMO L'uomo si fa serpente e nel suo teatrino del quotidiano continua a farsi del male...a sangue freddo. Incontriamo Pierpaolo Capovilla a quasi due anni di distanza dal precedente lavoro: suoni scanditi dal tempo che passa, voci dal profondo, invettive reali, amori ed affetti, preghiere, sentimenti, vite schiacciate dal potere. E poi tanta musica, cinema, teatro, arte, cultura e società. Free download su http://www.inscenamag.it : ALLMYFRIENDZARE - L’eco del rock’n’roll arriva anche alla periferia dell’Impero. É lì che nascono gruppi come gli (AllMyFriendzAre) Dead, traendo spunto da una canzone dei Turbonegro e cercando al contempo una propria cifra stilistica. Sono attivi dal 2006 e da allora cercano rogne suonando dappertutto ed esibendo la giusta dose di sfrontatezza, shakerata con tanti watt ed una fede cieca nelle chitarre (preferibilmente Fender Jaguar del ’62). SIA RIVISTA CHE MUSICA SONO SCARICABILI DAL LINK "EDICOLA" DEL SITO www.inscenamag.it VOTA ONLINE IL SONDAGGIO SUL DECENNIO APPENA TRASCORSO! (p)Link Commenti (0) Storico Stampa Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16
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Carmine Abate ha trascorso l'infanzia a Carfizzi, un piccolo paese di Arbëreshë, ossia di lingua albanese, della Calabria. Dopo essersi laureato in Lettere si trasferì ad Amburgo, dove il padre era emigrato. Qui ha insegnato in una scuola per immigrati e ha iniziato a pubblicare i primi racconti. Nel 1984 pubblica la prima raccolta di racconti "Den Koffer und weg", a cui seguì una ricerca condotta con Meike Berhmann, "I Germanesi, storia e vita di una comunità calabrese e dei suoi emigranti". Successivamente è ritornato in Italia: si è stabilito a Besenello, nel Trentino, dove continua l'attività di scrittore ed insegnante.
Ha e pubblicato diversi romanzi e racconti di grande successo. Sin dal 2005 tiene incontri sulla multiculturalità e sulle sue opere, ma la sua attività promozionale e culturale ha ampliato sempre più il suo raggio di azione, con moltissime conferenze in tutta Italia ed all'estero. Dall'anno scolastico 2008/2009 l'autore è stato proposto nelle scuole italiane tra gli scrittori di origine calabrese da studiare.
Le opere di Carmine Abate, specialmente il libro intitolato "Il Muro dei Muri", vincitore tra l'altro dell'Oscar Mondadori, mettono in evidenza nelle sue varie forme quello che è il vero nemico della società, il razzismo, la barriera più grande che esiste al mondo e che cerca di dividere gli uomini, motivo d'incomprensione e d'incomunicabilità tra questi ultimi. Tema parzialmente ripreso nel coacervo "Vivere per addizione e altri viaggi". E sono appunto le tematiche del viaggio, della ricerca, dei problemi dell'intolleranza o della mancanza di comprensione reciproca, quelle più presenti nell'opera di Carmine Abate, mescolate ad uno stile semplice, fortemente personale, scorrevole e di grande impatto, ma soprattutto che richiama con piacere alla lettura. I romanzi di Abate, emigrato da giovane in Germania per motivi di lavoro, sono frutto di un'esperienza diretta e riescono a far penetrare nella mente del lettore una realtà poliedrica, ricchissima di spunti sociali, esistenziali, venati talvolta di un sottile umorismo, volti a descrivere in modo efficace un notevole percorso di formazione giovanile e non solo. La capacità di Abate di entrare nei meandri del vissuto infantile o giovanile, trasfondendo ciò nelle dinamiche della crescita, sono caratteristiche peculiari della sua scrittura, che si fa densa, a mio avviso, di un senso complesso di amore e distacco dall'heimat, ovvero quel forte rapporto di umori e sapori che tutte le persone che vivono fuori dal loro ambiente di origine ne soffrono nella mancanza, non senza asperità, e poi lo ritrovano quando vi tornano, ma con una coscienza diversa, da qui, secondo la mia opinione, anche le similitudini di Carmine Abate con i grandi scrittori tedeschi dei secoli passati e della loro fascinazione per le tematiche del viaggio e della ricerca, così forti nell'animo giovanile di ogni generazione, che talvolta prendono nel meridione i connotati e le piaghe dell'emigrazione, con i calabresi in particolare, sempre un pò "germanesi"; su queste tematiche giovanili, delle radici, del viaggio, del rapporto con la terra di orgine leggere per esempio "La Moto di Scanderbeg" e "Il Mosaico del Tempo Grande", mentre sul ritorno e la vita nel proprio heimat è incentrato "Gli Anni Veloci", ma non un heimat statico, sia fisicamente che intellettualmente; qui il passato si compenetra nel presente e diventa una chiave per vivere il futuro. Un amore giovanile è la chiave di volta, e le canzoni ed il vissuto di Rino Gaetano e Lucio Battisti entrano nelle vite dei personaggi. Nel bellissimo "Tra due mari" la crescita di un italo-tedesco trova la sua dimensione di vita proprio in queste due "sponde", ed è in questo precariato che si fonda la sua identità di giovane immerso immerso nei colori sociali e naturali della Calabria, nelle amicizie e negli amori del passato e del futuro, nel fulcro fisico rappresentato dal "Fondaco del Fico", una mitica locanda dove stazionò Dumas. Bisogna tuttavia aggiungere che le tematiche affrontate da Abate sono così comuni e interessanti per i giovani europei, che l'immersione nella lettura risulta piuttosto rapida e coinvolgente.
OPERE:
Nel labirinto della vita, Roma: Juvenilia, 1977. I Germanesi: storia e vita di una comunità calabrese e dei suoi emigranti, Carmine Abate e Meike Behrmann, Cosenza Pellegrini, 1986. Shtegtimi i unazës, Pejë: Dukagjini, 1994. La moto di Scanderbeg, Fazi, 1999. La festa del ritorno, Mondadori, (2004) (vincitore del "Premio Napoli", "Premio Selezione Campiello" e Premio Corrado Alvaro). Tra due mari, Mondadori, 2005. Il muro dei muri, Oscar Mondadori, 2006. Il ballo tondo, Piccola biblioteca Oscar Mondadori, 2005. Terre di andata, Argo, 1996. Il mosaico del tempo grande, Mondadori, 2006. Gli anni veloci - Mondadori, 2008. Vivere per addizione e altri viaggi, Mondadori, 2010.
In questo post sono riportati due libri simili e diversi della bibliografia di Carmine Abate, IL MURO DEI MURI e VIVERE PER ADDIZIONE E ALTRI VIAGGI, perché entrambi sono strutturati nelle forme del racconto breve, entrambi affrontano il problema del razzismo, dell'incomprensione e della difficoltà di comunicare, ma sono stati editiati in tempi diversi, seppur i singoli racconti sono stati scritti in alcuni casi durante la stesura di altri romanzi. In un certo senso si può dire che chiudano un cerchio, un ciclo.
Gino Pitaro
GAMER
Regia e sceneggiatura: Brian Taylor, Mark Neveldine. Cast: Angie è Amber Valletta; Kable: Gerard Butler; Gina Parker: Smith, Kyra Sedgwick; Ken Castle: Michael C. Hall. Anno: 2009. Nazione: USA. Data uscita in Italia: marzo-aprile 2010. Genere: azione, thriller. Distribuzione: Moviemax.
Chi ricorda “Rullerball”? Il film degli anni settanta, connubio tra gioco, rischio della propria vita e insieme mix di spettacolo, sport, società imbarbarita, arena che coinvolge spettatori assetati di sangue. Questo film afferra il pretesto narrativo e sposta l'attenzione al contesto di oggi. Di tutto un po', con l'aggiunta di Terminator, Quinto Potere ed action movie anni ottanta.
In un futuro non troppo lontano, il carcerato Kabel è condannato a morte e per sua disgrazia è divenuto una star della Televisione. Tutte le settimane infatti milioni di telespettatori accendono il televisore per vedere lui ed altre centinaia di detenuti combattere fra di loro, come pedine in un gioco online chiamato Slayers, inventato dal vate della tecnologia Ken Castle. Dalle loro case, ricchi e giovani videogamers controllano Kabel e gli altri individui coinvolti nel gioco, proprio come fossero personaggi di un videogioco "normale".
Giovanni Benincasa, attraverso questo libro, rivela il segreto di Mario Azzoni, veggente e bioterapeuta, e dei suoi misteriosi poteri. Azzoni riesce a vedere dentro le persone, a fare una diagnosi del loro stato di salute e un profilo della loro personalità. Secondo il veggente la morte non esiste, è solo il passaggio ad un'altra dimensione, dimensione con la quale lui è continuamente in contatto.
Per contatti e appuntamenti segnalo il sito http://www.marioazzoni.it - Bisogna attendere liste chilometriche prima di parlare con lui. Una volta che ci si conosce non è necessario aspettare così tanto per le terapie, che avvengono in dei giorni precisi previo rapide prenotazioni, ma lui se ne accorge subito se qualcuno utilizza qualche escamotage per farlo incontrare con amici o conoscenti. Ogni tanto c'è gente che ci prova, ma lo nota sempre, vede perfino se qualcuno, in buona fede, ha messo un registratore nascosto allo scopo di riascoltare quello che lui dice. Non è un "santone" e nè si atteggia a tale, non è pieno di sè, piuttosto gli piace considerarsi un terapeuta con dei doni di percezione spazio-temporali, diciamo così. Il suo studio di "biopsicotronica" ben indica il fatto che le sue diagnosi tengono conto di quello che voi siete, considerati in una sorta di tuttuno, dove salute, psiche, energia e attitudini si fondono in un solo profilo, dove ogni caratteristica è dipendente dall'altra, e non come avviene spesso oggi, dove si scollegano aspetti ritenuti diversi o si tende a minimizzarne i collegamenti per quanto è possibile: la salute dalle attitudini, il passato dal presente o dal futuro, e in definitiva la medicina classica da ciò che decodifichiamo con il termine "sensitivo" o "paranormale". Non voglio entrare negli aspetti personali, però per esempio Mario Azzoni vede esattamente, perfino nei minimi e insignificanti dettagli, quello che vi è successo, come e quando. Vi fa un ritratto dettagliato della vostra personalità e non solo. Gli scettici, sconvolti, lo metterebbero a capo di una presunta superangenzia di intelligence, da fare impallidire la CIA, KGB e il MOSSAD messi insieme...poi dicono che chi è possibilista sul paranormale avrebbe maggiori tendenze all'irrazionalità...(???)
Tornano utili la fisica quantistica e la definizione di "psicotronica":
LA PSICOTRONICA E' L'AZIONE VERSO UN OBIETTIVO, CON IL SUPPORTO DI COLLEGAMENTI STRUTTURALI ED ENERGIA QUANTISTICA.
La distanza fisica è irrilevante. Ciò che conta è la potenza dell'Energia Vitale impiegata e l'accuratezza dei Collegamenti Strutturali. Per comprendere i procedimenti psicotronici, dobbiamo prima studiare profondamente le caratteristiche dell'Energia Vitale e la natura dei Collegamenti Strutturali, passando poi ai modi per creare entrambi. Appreso ciò potremo compiere ogni atto con successo e vedremo la PSICOTRONICA sotto forma di scienza, coi suoi metodi, le sue teorie, la sua prassi invece di vederla come una cosa misteriosa e sfuggente.
(consultate il sito http://www.psychotronicmachine.it )
Suggerisco quindi il libro di Giovanni Benincasa, che anche se non può ritenersi esaustivo, offre un approccio genuino e reale a chi vuole cominciare a saperne di più su Mario Azzoni.
MARIO AZZONI MEGLIO DI TUTTI SPIEGA ATTRAVERSO QUESTA CITAZIONE LA SUA ESPERIENZA E LA VOSTRA, QUANDO LO INCONTRATE: http://www.young-lions.it/public/Azzoni,%20citazione.bmp
"Lo Straordinario risiede nel Cammino delle Persone Comuni." "Quando si va verso un obiettivo, è molto importante prestare attenzione al Cammino. E' il Cammino che ci insegna sempre la maniera migliore di arrivare, e ci arricchisce mentre lo percorriamo."
Il Cammino di Santiago racconta il viaggio del narratore Paulo lungo il sentiero dei pellegrini che conduce a Santiago di Compostela, in Spagna. In compagnia della sua guida spirituale, il misterioso ed enigmatico Petrus, Paulo affronta una serie di prove ed esercizi, incontra figure che mettono a repentaglio la sua determinazione e la sua fede, schiva insidiosi pericoli e minacciose tentazioni, per ritrovare la spada che gli permetterà di diventare un Maestro Ram. Il Cammino, realmente percorso da Paulo Coelho nel 1986, diventa così luogo letterario di un ispirato romanzo d'avventure che è nello stesso tempo una affascinante parabola sulla necessità di trovare la propria strada nella vita. Composto nel 1987, Il Cammino di Santiago occupa un posto peculiare nell'opera di Paulo Coelho, non soltanto perché è il suo primo romanzo - cui farà seguito L'Alchimista - ma soprattutto perché rivela pienamente l'umanità del suo messaggio e la profondità della sua ricerca interiore (dal sito della Bompiani).
Ho trascritto fedelmente ciò che è riportato nel sito della Bompiani, perché è esaustivo nel descrivere ciò che riguarda questo bellissimo e vissuto romanzo. Un percorso di iniziazione, che può essere diverso per ognuno anche nelle modalità, ma deve essere comune a chiunque voglia far germogliare il nuovo dentro di sé o rivitalizzarsi. Un percorso mai comodo eppure necessario. Il Cammino di Santiago può essere ovunque, anche quello che percorriamo ogni giorno quando usciamo da casa; ciò che conta è come leggiamo i segni del quotidiano, la nostra apertura mentale, il nostro seguire coerentemente determinate idee (vedasi per esempio i suggerimenti del "Manuale del guerriero della luce"). Non è il percorso propriamente detto a fare la differenza, ma il modo con il quale lo percorriamo.
"Il guerriero della luce crede.Poiché crede nei miracoli, i miracolicominciano ad accadere", questo addotrinamento estrapolato dal libro "Manuale del guerriero della luce", che è una sorta di guida in forma di vademecum, è una delle tante ed eccezionali frasi di questa opera. Ogni passo, che non occupa mai più di una pagina, guida il lettore ad aprirsi ad un mondo nuovo, a scoprire una germogliante e più coerente dimensione della propria vita, contribuendo a generare un mondo nuovo. Una guida eccezionalmente pratica e utile, meravigliosamente utile, tutt'altro che idealistica.
Il tema di questo mese è incentrato sul concetto di Costruzione. Un po’ strano però parlarne proprio nel momento in cui iNscena Magazine cartaceo è costretto a chiudere! Strano parlare di costruzione nel bel mezzo della distruzione. Inutile ricordare che la vendita del cartaceo rappresentava ovviamente la nostra unica fonte di sostentamento. Vedremo fin quando riusciremo comunque a tirare avanti e poter pubblicare almeno il pdf in versione gratuita. La chiusura del cartaceo non dipende certo da noi. I nostri partner, coloro i quali stampavano la rivista ogni mese, parlano di vari - ma non chiari - problemi aziendali… Colpa della crisi, che volete?! Strano solo che di questa crisi abbia risentito esclusivamente la nostra realtà e non tutti gli altri inserti di Gazzetta del Sud che invece saranno stampati e distribuiti regolarmente come se nulla fosse successo. La crisi colpisce solo iNscena… e vabbè. Mi sembra giusto comunicarvi anche che tale decisione è stata presa dall’oggi al domani. Siamo stati chiusi nel giro di 24 ore. Che velocità! Ma che volete, quando c’è di mezzo la crisi! Ce ne faremo una ragione. A dire il vero eravamo anche preparati a una situazione del genere. iNscena chiude per la crisi? Davvero? Dopo le nostre ultime pubblicazioni avevamo ricevuto più volte da parte di “chi di dovere” rimproveri del tipo: «mah, si può scrivere questo? E quest’altro? Ma si può ironizzare sul Papa? Ma si può chiamare mai una rubrica “Fatti e Pugnette”? E un’altra ancora “Coito ergo sum”? Ma si può mettere in copertina una che pippa cocaina? Ma si può scrivere “Vaffanculo” in un editoriale?», e tanti altri commenti ancora. iNscena cartaceo chiude per la crisi? Davvero? Voi che ne dite? Tirate voi le somme cortesemente. Mi viene in mente la scena finale de “La 25° ora” di Spike Lee, quella in cui il padre esorta il proprio figlio a riflettere di fronte all’incanto del deserto: “[…] Ogni uomo, donna e bambino dovrebbe vedere il deserto almeno una volta prima di morire. Non c’è niente per miglia e miglia tutto intorno. Nient’ altro che sabbia, rocce, cactus e cielo azzurro. Non c’è anima viva. Niente sirene, niente allarmi delle macchine, nessuno che ti suona, nessun matto che bestemmia o piscia per la strada. Trovi solo il silenzio, laggiù. Trovi la pace. Puoi anche trovare Dio. […] Nel deserto si può ricominciare.” Terreno edificabile, vergine o tornato tale. A noi di iNscena è stato dato in dono un deserto edificabile! Certo, non è esattamente come viene descritto nella 25° ora. Qui da noi, in Calabrifornia, è pieno clacson, di gente che piscia per strada, sirene e allarmi delle macchine… Tante, tantissime macchine del cazzo! Ma ci accontentiamo comunque di questo deserto meraviglioso che ci è stato donato con tanta cortesia e attenzione. Adesso bisogna costruire, edificare, erigere. Bisogna farlo adesso. E anche più di prima. Copertina del mese dedicata a Federico Bonelli, filosofo, film-maker e fondatore dell’Associazione Anonima Altrovista. Buona lettura.
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Riporto di seguito il commento di una brava autrice, Carlotta Servidei, su un capolavoro della letteratura mondiale, ovvero "Noi Marziani". Io aggiungo che la fantascienza di qualità è un genere capace di spiegare, con singolare linguaggio espressivo, la realtà dell'uomo presente, i suoi dubbi, le sue paure, le speranze, l'angoscia e l'amore, in modo profondo e originale pertinente ad un genere che erroneamente si considera subalterno alla letteratura che non sia di genere. Ubik, per esempio, ci permette di fare un viaggio nei meandri dell'inconoscibile, del confine tra vita e morte, del sogno. Un viaggio che diventa reale, e non sarebbe potuto divenirlo senza la fantascienza, che non diviene un puro escamotage, ma una parte della realtà vera, di quella tangibile, ma in una dimensione dell'essere diversa. Senza la fantascienza di Dick non sarebbero possibili i suoi mirabolanti viaggi nel mondo vero (vero?), quello materiale.
Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo cercato di comprendere chi è diverso da noi. Con tenacia o, in certi casi, con leggerezza abbiamo tentato di immergerci nella mente di un altro. Ma che sensazione dà il vivere i pensieri, il guardare le proiezioni mentali, il provare i sentimenti di un diverso per eccellenza ovvero di un malato mentale? Se avete nutrito questa curiosità o la sperimentate, ora la potrete soddisfare in pieno leggendo le pagine di questo romanzo futuristico e nello stesso tempo straordinariamente realistico e attuale di Philip K. Dick. Sarà un viaggio inquietante questo fondersi del vostro essere con quello del piccolo e autistico Manfred: vedrete ciò che i vostri occhi di “sani” non vi consentono di scorgere. Sarà una caduta verso l’inferno dell’uomo, verso l’alienazione e la desolazione del futuro dove niente germoglia e tutto è rovina. Sarà il percorso di alcuni personaggi del libro tra cui Jack, alter ego dell’autore, vittima di attacchi di panico e di allucinazioni (magistralmente descritti) ad abbattere sempre più le barriere tra la realtà e l’immaginazione in un gioco perverso e ipnotizzante. Jack è il prodotto di una società che classifica, svilisce, stritola l’individuo. Un personaggio a cui ci si affeziona subito, fragile, bisognoso d’amore, che si sforza di superare i suoi problemi e che, con tenacia ammirevole, cerca di emergere dalla sua schizofrenia per raggiungere la sponda della vita sana. Una vita che, seppur misera, vale sempre la pena di essere vissuta. Così continuiamo a sorvolare insieme a lui i deserti sconsolatamente ostili di Marte, osserviamo i canali, la chiusa di scarsa e lenta acqua marrone e siamo circondati da insegnanti meccanici che, con le loro menti sterili, schematizzano e cristallizzano ogni cosa; siamo i testimoni di una società che si rifugia in un conformismo nevrotico per sfuggire al caos della propria vacillante identità. Cosa è rimasto dell’umanità? Come si farà ad uscire dal buio di un’esistenza vuota, mediocre, artificiale? La risposta è nel finale di questo coinvolgente romanzo che lascia il segno. E’ un finale sommesso, pacato, quello di Dick. Un finale che non sembra proporci nulla ma che, a guardare bene, tra le righe, ci spiega che la salvezza è stata sempre a portata di mano. E’ la comunicazione, l’amicizia, l’unione, il dono salvifico che noi uomini dobbiamo tutelare per poter aspirare ad un futuro migliore.
Carlotta Servidei
SU UBIK:
Come fa Glen Runciter, titolare di un'agenzia di anti-telepatia, a comunicare con sua moglie Ella per avere consigli dall'aldilà, da un mondo informe e allucinante di semi-vita o non-morte? E perché mai dopo ogni collegamento con Runciter la semi-vita di Ella si va affievolendo sempre più? Che cosa afferra Joe Chip dal suo mondo del 1992 e lo scaglia nell'America degli anni Trenta? E come è possibile che Joe riceva dei misteriosi e cupi messaggi sui muri e sugli specchi dei bagni dal suo capo quando questi è stato ucciso da una bomba esplosa sulla Luna? Come mai anche Pat, con tutti i suoi terribili poteri, è intrappolata insieme a Joe Chip in un assurdo incubo?
CODICE GENESI
Regia: Albert e Allen Hughes; Sceneggiatura: Gary Whitta. Cast: Denzel Washington, Gary Oldman, Michael Gambon, Mila Kunis; Anno: 2009; Nazione: USA; Data uscita in Italia: 26 febbraio/04 marzo 2010; Genere: azione-thriller; Distribuzione: 01 Distribuzione.
In un futuro non troppo lontano, circa 30 anni dopo l'ultima guerra, un uomo attraversa in solitudine la terra desolata che un tempo era l'America. Intorno a lui città abbandonate, autostrade interrotte, campi inariditi; tutti segni di una catastrofica distruzione. Non c'è civiltà, né legge. Un guerriero solitario è costretto a combattere per condurre la società alla conoscenza che potrebbe diventare la chiave della sua redenzione. E' uno di quei film che sta incontrando sia il successo di pubblico che quello della critica.
La storia dell'eroe, interpretato da Denzel Washington, che erra nella desolazione di un futuro post-apocalittico per custodire il libro che salverà l'umanità, ha decisamente persuaso anche i giornalisti. Trentanove milioni di dollari durante la prima settimana di programmazione negli Stati Uniti.
QUESTO FILM E MOLTO ALTRO SU www.inscenamag.it ; www.calabrisi.it
Menziono questo bel libro di Maria Luisa Businco, che si può scaricare dal sito internet:
http://www.arpabook.com/catalogo.asp?cerca=businco
oppure facendo una ricerca su www.arpabook.com inserendo il nome dell'autrice.
Una breve descrizione:
Prima che arrivi la notte, prima che il buio finisca per ingoiare tutto, ogni bagliore attira l’attenzione e ogni scintilla sembra promettere un divampante fuoco. In questo romanzo, sesso, amore e compromessi, condurranno la protagonista alla scoperta e alla consapevolezza di quanto sia prezioso conoscersi a fondo. Gli uomini - amanti ed amati - non saranno più l’unico motivo per sopravvivere al dolore e all’assenza di qualcos’altro…mentre l’alba regala nuovi colori.
Finalmente sto iniziando a conoscere le regole del gioco, il nostro gioco. La notte è il nostro scacchiere, ed io e tu le pedine. Tutto il giorno per immaginare la prossima mossa. È un piacere sottile, che mi sorprende ad anticipare i tuoi desideri, appagando il mio istinto di amazzone. Per scrivere all'autrice il sito internet è il seguente gaiamb@libero.it
Dal libro è stata tratta anche una bella piece teatrale
Di seguito la locandina:
http://www.young-lions.it/public/Primakearriviloc.pdf
FREE DOWNLOAD DI iNscena Magazine di Gennaio su http://www.inscenamag.it , inoltre segnalo, nella frontpage del sito o nel relativo motore di ricerca, la bella intervista di Simonetta Caminiti a un monumento del doppiaggio italiano: Cristina Boraschi.
Editoriale:
Sveglia! È il momento di svegliarsi. Quanto avete vissuto finora è solo frutto di un sogno, di un’illusione onirica… uno spiacevole incubo. Nulla di ciò che avete visto è mai realmente accaduto. Era solo la proiezione delle vostre paure più intime. Respirate lentamente. Quando aprirete gli occhi non ricorderete nulla e sappiate che non c’è nulla da ricordare. Nel malaugurato caso doveste imbattervi in una tizia, che nel look e nello stile ricorda Tony Dallara, che intona o per meglio dire distrugge “Ma il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano, è solo un protrarsi della fase REM, non abbiate dunque timore, anche quella macchia, quel residuo immondo di quel passato inesistente svanirà nel giro di pochi mesi. Non rimarrà più nulla di quel tunnel che ha preceduto il vostro risveglio. Adesso cominciate ad aprire gli occhi, lentamente. La vista è ancora leggermente annebbiata, ma a breve tutto sarà più nitido. Nel marasma generale distinguerete ancora qualche voce… Inizierete a scorgere i volti di tanti politici a voi noti. Non temete, la terapia ha fatto effetto, ma quelle figure appartengono e sono frutto di una realtà ben più distante da quel vuoto generazionale appena concluso. Le scorie si eliminano facilmente, i macigni invece vengono consumati più lentamente. Non temete, all’estinzione naturale ci ha già pensato la Natura. Sì, quella esiste ancora. Non è stata totalmente demolita. Una volta svegli avrete capito come preservarla e rispettarla. Fra cinque anni circa la scienza avrà finalmente collaudato un vaccino anti-HIV, e quindi anche il sesso tornerà alla sua Natura. Una volta svegli capirete l’importanza di rispettare la Natura evolutiva dell’essere umano, con la sua necessità di conoscenza e sviluppo intellettivo. Una volta svegli odierete le masse e coltiverete l’individualismo, amando, temendo e rispettando l’individuo. Qualcuno vi parlerà di una fine del mondo annunciata. Sentirete parlare di un dicembre 2012. Non temete, nonostante non ricorderete nulla, conserverete una occulta memoria di un incubo che ha già rappresentato la fine di un mondo. Il mondo è già finito, o perlomeno è rimasto in standby per dieci anni lasciandosi sporcare e maltrattare da una massa ben organizzata di scorie. Ripeto, nulla è mai realmente accaduto. Tutto è frutto di un incubo. Sveglia! Adesso aprite gli occhi! Benvenuti negli anni ’10. Ora siete svegli e nulla è successo. Vivete, lasciate vivere e costruite.
In questo numero UOMO MANGIA UOMO L'uomo si fa serpente e nel suo teatrino del quotidiano continua a farsi del male...a sangue freddo. Incontriamo Pierpaolo Capovilla a quasi due anni di distanza dal precedente lavoro: suoni scanditi dal tempo che passa, voci dal profondo, invettive reali, amori ed affetti, preghiere, sentimenti, vite schiacciate dal potere. E poi tanta musica, cinema, teatro, arte, cultura e società.
Free download su http://www.inscenamag.it : ALLMYFRIENDZARE - L’eco del rock’n’roll arriva anche alla periferia dell’Impero. É lì che nascono gruppi come gli (AllMyFriendzAre) Dead, traendo spunto da una canzone dei Turbonegro e cercando al contempo una propria cifra stilistica. Sono attivi dal 2006 e da allora cercano rogne suonando dappertutto ed esibendo la giusta dose di sfrontatezza, shakerata con tanti watt ed una fede cieca nelle chitarre (preferibilmente Fender Jaguar del ’62).
SIA RIVISTA CHE MUSICA SONO SCARICABILI DAL LINK "EDICOLA" DEL SITO www.inscenamag.it
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Young Lions 2006
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