"Il Quinto Incomodo"
Soggetto
di
Leonardo Carinci e Gino Pitaro
Questo film è la storia di un gruppo di ragazzi che vive una vita vuota, fatta di apparenze, stereotipati weekend di pseudo-divertimento e poca attenzione ai principi che contano veramente. Sono i figli di una civiltà post-consumistica dove, non i beni materiali, ma come questi vengono vissuti nella loro dimensione di “status”, hanno provocato grandi danni e crisi di valori. I ragazzi sono: Walter, Marco e le loro rispettive ragazze: Sonia e Michela. Ai quattro si associano spesso i danarosi Simone e Delia, sposati da non molto; lui produttore di fiction e TV, piuttosto violento con un passato di alcool e droga, lei che lo ama e le fa anche da “mamma”. Walter è quello che avverte di più il disagio di essere in un gruppo di amici nel quale sente che non trova ciò che cerca: freschezza, valori genuini e capacità di star bene anche con poco senza la necessità di doversi “sbattere” tra costosi locali alla moda e discoteche. Marco ha un’attività nel campo dei profumi; lavora per il padre. E’ un ragazzo viziato che non conosce bene il valore del sacrificio e vive in un mondo fatto di ostentazioni di chi crede che la vita è un vassoio di pietanze succulente preparate apposta per lui. Michela e Sonia sono sulla stessa linea d’onda di Marco: oche che si pavoneggiano e sbeffeggiano chi non viene reputato al loro livello.
La comitiva è reduce da una giornata di acquisti selvaggi e da un esilarante episodio nel sottoparcheggio. In casa di Walter, dove le ragazze si riassettano e si sistemano il trucco, il primo conserva una lettera che ha ricevuto. Attimi in cui Marco incuriosito vuole saperne il contenuto.
La vicenda si sviluppa con momenti divertenti, di satira e di sarcasmo sul loro modo di vivere. Incontrano anche un loro amico, Giorgio, un ragazzo simpatico che per i suoi modi semplici viene scansato dal gruppo. Ciò mette ancora più in evidenza l’immaginario frivolo della comitiva. Talvolta il gruppo si “vede” osservato da una soggettiva misteriosa e questo capita quando manca Simone, Marco o Walter. Chi è che li osserva? E’ uno di loro? Ciò capita alcune volte durante la storia.
Simone propone di passare una serata “thrilling” in un bosco dove si racconteranno storie di “paura” e lui riprenderà tutto con la videocamera.
Marco riceve le coordinate per un appuntamento di lavoro con un cliente, ma la cosa si risolve in modo inquietante perché viene fatto giungere in una strada isolata mentre una persona arriva in auto con indosso un passamontagna e occhiali da sole. Questa “presenza”, scende dalla vettura e lo osserva. Marco si mette una gran paura e sgomma…Chi era costui? Cosa voleva? Ne parla con Walter esternando anche le sue preoccupazioni per lo strano comportamento di Michela negli ultimi tempi.
Le figure secondarie, che si susseguono nella trama, come per esempio Stefania, la segretaria di Marco, il portiere dello stabile di Walter e lo stesso Giorgio, contribuiscono a generare curiosità per il loro comportamento non proprio ortodosso. Gli sguardi e i piccoli dettagli, che sono importanti in tutti i personaggi del film, sono talvolta enigmatici e altre volte sospettosi, sospettabili, ecc.
Passa qualche giorno. Continua la “bella vita” dei ragazzi che ci aiuta a mettere sempre più a fuoco il loro stile di vita. Non mancano, come in precedenza, momenti divertenti.
Mentre Walter, appassionato di moto, opera nel garage, scopre che qualcuno ha tagliato il tubicino della benzina che va al carburatore. Chi sarà stato?
La comitiva decide di partire per l’escursione serale in montagna con videocamera e “racconti horror”. La notte prende una piega imprevista. I racconti paurosi e parapsicologici di Marco gettano una luce inquietante, e soprattutto fanno presagire qualcosa, nel senso che generano qualche brutta sensazione su Marco o su una presunta curiosa intesa tra costui e Simone riguardo a qualcosa di imprecisato, questo anche perché lo spettatore avrà visto quelle inquietanti soggettive che avevano preceduto questa “gita” ed anche altre “anomalie”. Decidono di fare un giro in un altro luogo suggestivo del bosco; sentono dei rumori strani e dei passi che li seguono. Si mettono paura. Curiosamente Simone non si preoccupa e continua a riprendere tutto con la videocamera dicendo che si divertiranno molto quando si rivedranno in video…
Ad un certo punto le cose si complicano, e Sonia, in palestra, riceve una lettera anonima in cui si parla di una presunta relazione tra Walter, il suo fidanzato, e Michela, la ragazza di Marco, il tutto con dovizia di particolari e riferimenti precisi alla loro vita vissuta. Questo scuote le esistenze frivole del gruppo. Simone e Delia vengono lasciati per il momento in disparte da queste diatribe. In fin dei conti, chi si firma Quinto (e/o V), nel senso di esterno al gruppo dei quattro, può essere uno che vuol fare semplicemente uno scherzo o creare scompiglio. Ciò che succede però mette un po’ di “cattivo sangue” nel senso che le ragazze si dicono cose che non si direbbero in altri momenti. Come spesso capita nella vita le condizioni estreme mettono in luce tutti i pensieri nascosti, le debolezze e le fragilità di carattere oltre che i propri egoismi. Veniamo a sapere che anche Walter ha ricevuto una lettera (quella di prima che furtivamente aveva messo da parte?) che però misteriosamente non trova più. Da questi episodi nasce un gioco di sospetti e di logorio reciproco che costituisce un elemento importante del film, sostenuto da dettagli e varie circostanze che finiscono per porre l’attenzione ora su uno ed ora sull’altro personaggio.
Walter riceve la visita di Marco proprio mentre il primo aveva trovato la lettera misteriosa nella quale si ribadisce il legame furtivo tra lui e Michela; si dice anche che le cose andranno sempre peggio e che prima o poi Walter assisterà ad un funerale…
Sonia e il suo ragazzo sono al parco, qualcuno li osserva. Il cane di Walter insegue qualcuno. E’ Alfredo una persona che abita nello stesso condominio di Walter. Non li stava seguendo ma il suo cane era stato spaventato dalla “bestiola” di Walter. Il cane inseguiva l’altro cane e non lui. Gli ultimi sguardi di Alfredo dopo le scuse del suo conoscente lasciano qualche perplessità sulla sua sincerità…
Marco riceve un'altra lettera dove questo presunto “Quinto” dimostra di conoscere tutti gli spostamenti. Telefona a Walter dicendogli che ne aveva ricevuta anche un'altra con delle foto dove c’è anche Delia. Marco aveva taciuto per scoprire il “gioco”, ma adesso si è deciso a dire tutto…
La posta elettronica dà dei problemi al fidanzato di Michela.
Il gruppo riceve squilli anonimi in circostanze particolari che continuano a fomentare ombre sinistre tra di loro, in particolare su Simone. Qualche circostanza tuttavia li spinge a rivelare tutto anche al produttore; Delia già sapeva, anche se non era a conoscenza di tutti gli altri sviluppi.
In un altro momento una losca figura si vede alle prese con operazioni di stampa delle foto, e poi, in altro ambiente, si adopera al computer dimostrandosi abile nelle cose tecnologiche che hanno a che fare con video e immagini.
Un momento di alleggerimento alla situazione sembra venire da una scena che si svolge all’interno di una palestra di boxe dove Marco mette in luce tutta la sua “superbia” di chi si sente un campione sfidando l’”ambiente”, ma che è solo un presuntuoso che verrà umiliato.
Si susseguono altri episodi edonistici, però prima vediamo una scena dove qualcuno in un appartamento si sfoga a pugni sul “sacco da pugile”, ma non capiamo chi.
Marco dice di temere che una persona sia “entrata” nel suo PC; i ragazzi dicono a Simone, dato che ha molti contatti, se può rivolgersi a qualche conoscenza in Polizia, ma il produttore è piuttosto evasivo.
Marco e Walter nell’ufficio del primo osservano che lo squilibrato ha mandato degli allegati con filmati vari e composizioni grafiche suggestive ed inquietanti. Si sentono osservati, ma fuori non c’è nessuno. Con le nuove tecnologie si può tutto, anche conoscere ciò che dicono e fanno le persone in luoghi remoti. Il comportamento serafico di Marco lascia qualche sospetto…
Un episodio “casalingo” tra Simone e Delia pone una luce sinistra sull’operato di Simone nel suo PC e la sua abilità, specie quando nasconde tutto agli occhi di Delia. Lui è quasi ubriaco.
Walter riceve un’altra lettera dove “Quinto” dice che a breve il ragazzo di Sonia assisterà ad un grande evento tragico che lo farà crescere e gli illuminerà l’esistenza.
Decidono di fare un summit decisivo, questa è la goccia che ha fatto traboccare il vaso, e Simone si deve decidere ad intervenire. Con ironia il produttore non li prende molto sul serio anche se loro gli fanno vedere tutto il “nuovo” materiale.
Passa il tempo e la situazione sembra normalizzarsi. Simone dice ai ragazzi di stare tranquilli che il personaggio che li ha disturbati è solo uno squilibrato.
Il gruppo riprende la vita di sempre e le due coppie, invitate da Simone, decidono di trascorrere un fine settimana nel suo chalet in montagna.
I ragazzi si divertono, ma vivono ancora una sottesa angoscia nel loro intimo. Walter scopre una moto che Simone tiene in una casetta di legno quasi adiacente allo chalet: era appartenuta al padre. Decide di rimetterla in sesto e di farci un giro con il piacere ed il permesso di Simone.
In serata, mentre sono all’interno del salone dello chalet, si sente un rumore fuori. Simone e Walter escono; è la moto che è caduta. Il vento ha aperto la finestra che non era chiusa bene e ha fatto cascare il motoveicolo che Walter aveva spostato dalla sua vecchia posizione.
La notte si consuma tra piaceri (sesso tra Michela e Marco), vaghe inquietudini venate di buon umore (Simone e Delia), pensieri e sonno (rispettivamente Walter e Sonia).
Colazione e commenti. Walter va a fare un giro con la moto.
Marco taglia la legna con un’insolita cattiveria e Walter immagina che lui si scagli con l’ascia contro Simone.
Qualcuno mette paura a Walter facendolo cadere con la moto ad un incrocio…strano avvenimento.
Walter torna.
Simone affila un coltello con una particolare dedizione e con qualche ombroso pensiero.
Sono tutti allegramente a cena. Ciò che è capitato in queste ultime ore sembra essere veramente lontano da ciò che era successo le settimane prima, ed anche gli avvenimenti recenti paiono essere solo suggestioni.
Ad un certo punto, nel trambusto delle chiacchiere e della musica, qualcuno sembra bussare alla porta, ma c’è chi dice di non aver sentito nulla. Simone apre, non c’è nessuno, ma mentre sta per chiudere qualcuno riapre la porta di scatto. E’ Giorgio.
Facce scocciate e commenti sarcastici nei suoi confronti perché è stato molto inopportuno e li ha spaventati. Giorgio incassa ma risponde anche le sue “frecciate”. Veniamo a sapere che si trova lì perché c’è la casa dei nonni e siccome li aveva visti aveva deciso di fare loro visita.
Veniamo a sapere che Giorgio sapeva del famoso “Quinto” perché Walter gli aveva detto di sentire che aria girava nel quartiere, dato che lui lo conosce molto bene: chi arrecava quei disturbi poteva essere solo chi vive nella stessa comunità, come qualcuno fra i tanti che popolano lo stabile o il quartiere.
Nasce una discussione tra Marco e Giorgio; quest’ultimo estrae una pistola dallo zaino e Marco crede, fra la paura generale, che lui l’abbia portata con sé per sorvegliarli, quindi lo prende in giro. Giorgio esplode un colpo di pistola che fa cadere il lampadario mentre Marco sorseggia un drink.
La cosa degenera: Marco crede di poter sistemare tutto con le chiacchiere pensando che la reazione di Giorgio sia causata dal fatto che lui e la comitiva non gli danno peso e credito, quindi promette amicizia ed altre cose, prendendo però sottogamba Giorgio e, di fondo, considerandolo un povero reietto.
Giorgio continua a “carburare” sempre di più. Si fa consegnare i cellulari buttandoli nel fuoco e adesso minaccia la comitiva come un “serpente sinuoso”; sembra a tratti un giullare impazzito e i suoi modi dinamici sono sarcasticamente feroci. In altri momenti sembra avere toni di lucida follia che si fondono con quelli di bambino cresciuto male. Grida tutta la sua solitudine e rinfaccia il modo di vivere banale dei suoi amici-nemici, la loro futilità. Prende in giro la loro vita fatta solo di apparenze e il fatto che tutti lo abbiano sempre lasciato “marcire” da solo, compresi quelli che dovevano rimanergli vicino, come Walter, i quali, crescendo ed “evolvendosi”, lo hanno snobbato. Urla tutta la sua sofferenza, il suo oblio e il fatto di non essere giudicato persona di livello sociale adeguato a ciò che richiede la società (ciò è descritto in modo molto dettagliato nella sceneggiatura attraverso ciò che succede ed attraverso i dialoghi che non sono didascalici ma esplicativi del suo stato psicologico e mentale). Giorgio prende di mira Simone, il suo gusto per la violenza, il fatto che tradisca Delia, la sua passione per i film cruenti. Gioca a fare il carnefice tra loro alternando vari toni e registri umorali sostenuti dalle adeguate battute di dialogo.
Lo psicopatico prima sferra un pugno a Marco “torturandolo”, poi rivela tra lo sconcerto generale che Simone non è mai stato dalla polizia, e successivamente colpisce con il calcio della pistola Michela che aveva cercato di trattenere Sonia, afferrata dal folle. Marco prova ad assaltarlo, ma si ferma appena lui lo tiene sotto mira. Walter ne approfitta per avvicinarsi da dietro, ma Giorgio se ne accorge dallo sguardo di Marco, quindi si gira e ferisce Walter. Continuano le sevizie psicologiche e morali del “pazzo”.
Giorgio afferra per i capelli Delia istigando Simone, il quale reagisce, ma Giorgio lo colpisce alla gamba, poi, afferrando con più decisione i capelli di Delia, fa finta di spararle alla testa e fa esplodere un altro colpo di pistola sulla fronte di Simone che muore.
Marco tenta di soccorrere Delia in piena crisi e disperazione, ma per questa iniziativa verrà “punito”: due colpi di pistola uccidono Michela. Marco si avventa su Giorgio. La pistola si inceppa e lo psicopatico prende un bel cazzotto in pieno volto. La pistola cade a terra e viene raccolta da Marco, il quale spara per ammazzarlo ma la pistola si inceppa, anche se Marco riprova a ripetizione, quindi Giorgio lo colpisce con una bottiglia di cognac che era rimasta sul camino e recupera l’arma. Delia intanto ne aveva approfittato per fuggire ma viene freddata alle spalle poco fuori dallo chalet.
Walter prova a sorprenderlo dietro alla porta, come quando “giocavano a nascondino”, ricorda Giorgio.
Il folle continua a “giocare” perfidamente tra loro. Li obbliga a ballare “inventando” il “ballo degli zombie” e poi improvvisa una specie di roulette russa tra Marco e Walter con la pistola automatica difettosa. Ci rimette la pelle Marco, ma Giorgio già lo sapeva, lo ha fatto apposta…Si diverte a meraviglia. Sonia, in stato di shock, tenta di mandare un SMS di soccorso con uno dei cellulari che Giorgio aveva buttato nel camino. Walter tenta di assecondarlo distraendolo, ma Giorgio se ne accorge. Adesso il pazzo obbliga Sonia a mandare un SMS alla madre in cui le dice che “verranno trovati morti per mano di un benefattore”, infine la invita a seguirlo in camera da letto, e, tra la disperazione di Walter, la uccide con la pistola.
Ora è quasi l’alba. Giorgio spiega ancora, come già aveva fatto in precedenza, le sue motivazioni.
Ad un certo punto il “pazzo” richiama ancora di più l’attenzione di Walter e lo stimola a guardare dicendo: “…soffre chi rimane in vita, non chi muore…Fottiti ora”. Giorgio si spara. A Walter non rimane altro che dare ulteriore sfogo al suo scoramento. Stringe a se Sonia. Esce dallo chalet. I suoi occhi si chiudono per un istante in un amara consapevolezza. Si avvia, ferma un auto, forse va verso il commissariato…
Un alba meravigliosa sta crescendo tra uno splendido paesaggio montano…