“La Partita”

 

Ideata e Sceneggiata da Gino Pitaro

 

 

 

Introduzione

 Fonte di ispirazione è la malavita organizzata e i suoi giovani apprendisti, così desiderosi di fare rapida carriera attraverso il commercio di droga e, purtroppo, di molte altre attività illecite; la storia sostanzialmente comincia con due ragazzi che parlano: uno piu' grande e più esperto, e l'altro "novello"....

 

 

 

 

1. EST. AUTOSTRADA – GIORNO ASSOLATO

 

(Musica) Siamo nei pressi di un casello autostradale non lontano dal Grande Raccordo Anulare. Un tipo, che poi scopriremo essere un certo Ronaldo, fa la fila con l’auto ascoltando musica rap. Dettagli anche del volto e di una mano sulla marcia. L’aria è giallastra, sgranata e “malata”.

 

2. INT. MONOLOCALE - GIORNO

 

(Musica alla radio – genere calypso) Siamo in un interno angusto. Disordine, aria fumosa, vecchi poster appiccicati; c’è un disordine da covo criminale e una luce sgranata gialla illumina l’ambiente.

Due individui loschi parlano attorno ad un tavolo; uno ha un evidente accento calabrese (TONY); l’altro sembra essere un romano (o comunque non ha nessuna inflessione)e  si chiama LEO. Sul tavolo c’è anche una bottiglia di TEQUILA, un SALUME su un TAGLIERE in legno, DUE BICCHIERI, un PACCHETTO DI SIGARETTE.

 

LEO

Ma Gonzalo chi cazzo è?

 

TONY

Ehi, ehi, senti…Gonzalo per te deve essere come Dio.

 

LEO

Ah, è per questo che invece a te ti chiamano “Il Santo”?

 

TONY

Ti piace fare lo spiritoso…

mi chiamano il “Santo” perché ho

sempre il consiglio giusto da dare;

chi fa il bravo “neve bianca”…

quanto ne vuole…ma poi dal “Santo” si deve tornare,

e mettere i soldi su questo tavolo; chiamalo anche

il “banco delle offerte” questo.

Io poi rendo conto a Gonzalo…e…

(prendendo la pistola e puntandogliela;

l’immagine è sfocata sulla pistola, ma

poi il viso è a fuoco e la pistola no)

…se qualcuno mi frega…io lo mando in paradiso…boom.

 

TONY poggia la pistola e si accende una sigaretta; noi vediamo il rituale dell’accensione tutto in dettaglio ed in particolare, poi il malavitoso versa tequila nei bicchieri (di tanto in tanto i due sorseggiano).

 

LEO

…Ma lui è italiano.

 

TONY

Italiano…italiano…si fa chiamare Gonzalo

da quando è cittadino Colombiano, ma adesso è qui

in Italia…sta un po’ qui e un po’ lì e un po’

a New York…dappertutto insomma, del resto Dio

è ovunque, no?!

 

LEO

Ah…

 

TONY

(irritato e sollecitante)

Adesso sai anche troppo…ma che “catenazzo” vuoi fare….

guarda che ciò la fila alla porta io; non sto a pregare te di

entrare nel giro…se ti sta bene ti sta bene, altrimenti alza il

culo e non fiatare mai di nulla…Non so manco perché ti sto

a sentire; quel coglione di Ronaldo mi ha detto che eri un tipo

sveglio, in gamba…e invece stiamo due ore qui a girarci i pollici,

a casa mia, col fiato tuo che puzza di latte acido e che mi arriva in

faccia…credi che ho tempo di sentirti io…

 

LEO

Ok…ok…va bene, va bene… Accetto…ma prima voglio provarla…

 

TONY

…Ah, adesso si che mi piaci…

 

3. EST. STRADA DI PERIFERIA - GIORNO

 

(Musica rap dell’autoradio) Si vede RONALDO che parcheggia la macchina, spegne l’autoradio; prende con se un MARSUPIO e chiude la portiera.

 

2/1 INT. MONOLOCALE - GIORNO

 

TONY apre la confezione di cocaina e si adopera, mentre parla, per metterla su degli specchietti appositi…

 

TONY

Questa, caro, è una “partita” eccezionale;

coca così ne circola poca…

A furia di fare domande mi hai fatto venire una curiosità…

perché lo chiamate Ronaldo?

 

LEO

Perché ha i dentoni come il calciatore

ed è bravo a giocare a pallone…

la sua ragazza è di Rio…e…poi ricorda i

Ronin, come si chiamavano i samurai solitari.

 

TONY

Basta, basta. Lo dicevo io che siete solo

dei mocciosi…mah…comunque…Ecco qui…

 

Leo fa per prendere lo specchietto di vetro con la “bianca”…ma viene bloccato da Tony.

 

TONY

A…a…a…a…Ti voglio trattare bene…

Non sono uno stronzetto come te; sono un

tipo serio, che ti pare…

 

Prende il salame sul tagliere di legno che ha accanto, dove c’è un coltello da caccia/combattimento.

 

TONY

(con orgoglio)

…Questo…questo è il vero paradiso Leo…

(ne spalma su due tozzi di pane…

intanto con montaggio alternato

                     si vede un tale che cammina;

         noi lo vediamo di spalle in ravvicinato)

N’duja calabrese…coca e n’duja sono come

caviale e champagne. Appena hai ingoiato

puoi provare la “neve”…una meraviglia…

(bacia i pizzi della sua mano destra)

 

Leo mangia il tozzo di pane ricolmo di N’duja, e subito respira le “strisce”; lo stesso fa Tony.

 

LEO

(estasiato)

Aaaah…

 

TONY

…Aaaah…che ti avevo detto?

 

LEO

E’ stupenda...ma questa cosa qui è troppo piccante.

 

TONY

…Non sei un buongustaio! Ti tratto da re, e tu?

 

LEO

(quasi rassicurandolo)

E’ tutto OK. Va bene, la prendo.

 

TONY

(con gesto di approvazione)

Ora si ragiona.

 

4. INT. VANO SCALA – GIORNO

 

Si vede il tale di prima salire le scale; visione anche della sua soggettiva.

 

2/2. INT. MONOLOCALE - GIORNO

 

TONY

(si riaccende una sigaretta)

Telefono subito a Gonzalo;

lui è preciso, e vuole essere

informato sempre su tutto, quindi tieni

bene aperti gli occhi…

(componendo il numero al telefonino)

Gonzalo, sono Tony; è OKAY; abbiamo un nuovo

pesce piccolo in famiglia.

 

5. EST. PISCINA – GIORNO ASSOLATO (LA PRESENTE SCENA SI ALTERNA ALLA PRECEDENTE FINO AL TERMINE DELLA CONVERSAZIONE, POI SOLO NEL MONOLOCALE)

 

GONZALO

(che è massaggiato al collo da

un’avvenente brasiliana)

…Bene, ma tienilo d’occhio.

 

TONY

Non ti preoccupare, è un bravo ragazzo.

 

GONZALO

(mostrando un cenno di insofferenza

verso un massaggio troppo energico)

Oh…Va bene, va bene. Ciao.

 

TONY

Ciao…

(verso Leo)

Dio ti ha fatto la grazia…sei dei nostri.

 

Suonano alla porta.

 

Tony prende la pistola. Si avvicina allo spioncino.

 

TONY

(con ironia)

Ah, è Ronaldo.

(apre)

Ma che cazzo ci fai qua…

(puntandolo negli occhi)

sai che chi mi viene a trovare deve prima chiamare…

(Ronaldo si distoglie, ma Tony gli blocca

un braccio e gli punta gli occhi con il

                 dito indice)

...Ehi, non mancarmi mai di rispetto.

 

Tony si siede.

 

TONY

…Allora, il “bambino” si è deciso…è dei nostri.

 

RONALDO

(cacciando lentamente la pistola)

Tu invece no!

 

TONY

(alzandosi, mimando)

…Ehi, ehi, ehi…carnevale è passato da un pezzo amico mio.

 

RONALDO

….Si, e tu che fai: pulcinella?!

 

TONY

(rivolto a Ronaldo)

Scherza con i fanti e lascia stare i santi, OK?!

Rimetti il ferro a posto!

 

RONALDO

E perché lo dovrei fare?!

 

TONY

Perché sarebbe troppo stupido.

Gonzalo ti conosce, e se sa che qui

è successo qualcosa ti fa il culo! E senza vaselina.

 

RONALDO

Gonzalo conosce me, ma non lui;

nessuno sa che sono venuto da te.

 

TONY

(sedendosi, ostentando sicurezza)

Il cartello di Gonzalo non si lascia

sputtanare da un “pisciasotto” come te.

 Non staresti tranquillo,

si verrebbe a sapere. E poi per fare cosa…

Gonzalo paga bene!

 

RONALDO

Nessuno mi ha visto.

Noi abbiamo un accordo con “il maltese”.

Ci ha promesso che ci vuole con lui, fianco a fianco!

Qui piglio una miseria, ma con il “maltese” è diverso…

 

TONY

(alludendo a Leo)

Quindi il “poppante” è d’accordo con te.

(Leo abbassa gli occhi; Tony si versa una tequila)

Senti, io questo mestiere lo faccio da più tempo,

e so che l’onestà è tutto. Il “Maltese” non è un tipo giusto…

promette…promette, ma poi i soldi se li intasca solo lui.

Gonzalo,

(puntandolo con le dita che stringono la sigaretta)

…Gonzalo sì, lui è un vero professionista,

uno che vuole lavorare solo “pulito”.

 

RONALDO

…Mi hai convinto.

 

TONY

(spegnendo la sigaretta)

…Amico, la logica è logica…

 

RONALDO

(lo fredda con una pistola col silenziatore)

…Che sei uno stronzo…di questo mi hai convinto.

 

Tony spira emettendo l’ultima “inspirata” di sigaretta; stramazza sul tavolo e poi anche a terra.

 

LEO

…Sei sicuro che facciamo la cosa giusta?

 

RONALDO

…Com’è vero che questo idiota ha smesso di respirare.

(“professionale”)

In questo mestiere conta chi vuole lavorare per obiettivi.

(osservando in tavola)

Che è?

 

LEO

E’ un tipo di salame…si chiama N’duja,

dice che con la coca sta al “bacio”…mah.

 

RONALDO

(passando sul cadavere che gli intralcia

il cammino, oppure osservandolo)

…E che cazzo…

(dando un calcio)

questo sacco di carne rompe (ti fa girare)

i coglioni anche da morto. Proviamo su…

(splama la n’duja e mette un

po’ di coca sullo specchietto)

…Aum…(poi inspira)…vero, cià ragione,

è l’unica cosa buona che questa bocca di cesso

ha detto in vita sua…

 

LEO

(perplesso)

Bah…dove tiene i soldi?

 

RONALDO

Dove li può tenere un tipo che ragiona solo con le palle?!

Lì, nel cassetto dove sono le mutande!

 

Leonardo apre il cassetto e prende i soldi, osservandoseli tra le mani.

 

LEO

…Andiamo Rony, stiamo traccheggiando troppo…

 

RONALDO

Si, prima cancelliamo le impronte…

(osservando Leo che prende i quattrini a mani piene)

Oh, non fare il furbo; le mance sono in parti uguali…

 

LEO

(quasi irritato)

Muoviamoci, dai…

 

RONALDO

(imponendo l’attenzione dell’amico)

…Senti…lo sai da cosa si distinguono

i veri professionisti dagli altri?

 

LEO

Dal fatto che tutto quello che fanno si trasforma in “grana”.

 

RONALDO

No…dal fatto che i professionisti non si fanno mai

prendere dalla fretta e dalla paura. Il vero professionista

è un tipo sempre tranquillo.

 

Ronaldo fa per prendere alcune cose che ha nel suo marsupio.

 

RONALDO

…Ecco qui l’occorrente…

 

LEO

(estrae un’arma da fuoco

e spara a Ronaldo in testa)

Dormi in pace allora…e arrostisci tranquillamente all’inferno.

 

LEO, dopo aver indossato i guanti e ripulito le impronte sulla pistola, “fa impugnare” l’arma da fuoco con la quale ha ucciso l’”amico” nella mano di TONY. Si adopera appunto per simulare un conflitto a fuoco tra LEO e TONY.

 

LEO

Eh…allora, sistemiamo bene…cancelliamo tutte le impronte…

un po’  di precauzione ci vuole…

(su Ronaldo)

…Ah, i  soldi…

(gli prende i soldi scrutando nel portafoglio,

ed anche il bancomat)

…Cazzone, non si mette mai il codice di accesso del bancomat

nel portafoglio…

La coca ti deve proprio bruciare il cervello…

(gli prende la pistola facendogliela quasi impugnare;

dà una “sistematina” a Ronaldo con occhio

da “artista del crimine”, sbottando un po’)

Ecco qui: addobbato, sistemato e profumato…

(annusando)

Non ti lavi mai…

(non contento gli spruzza un po’ di deodorante;

gli dà uno “schiaffetto”)

Ciao Bello…

 

Inquadratura di LEO che ripulisce la MANIGLIA.

 

Inquadratura in ravvicinato di TONY e RONALDO mentre si sente la porta che si chiude.

 

Leo si vede uscire.

 

6. EST. PRESSI DI UNA BANCA – GIORNO (O SERA)

 

LEO davanti al bancomat usa la carta di Ronaldo.

 

7. EST. PIANURA ROCCIOSA – GIORNO ASSOLATO

 

(Musica iniziale) LEO si vede con RENIS; sono in un luogo assolato, sembra un paesaggio roccioso da western, con piccoli arbusti sul terreno. Sullo sfondo la linea della ferrovia, qualche residuo edile post-industriale; si vedono anche alcuni casolari abbandonati e qualche pittoresca baracca dei nomadi che abitano nei pressi. Un paesaggio così è a Bagni di Tivoli nei pressi della stazione FS.

 

RENIS è colui al quale Leo vuole vendere la “roba”.

 

Si incontrano.

 

LEO

Renis, io voglio uscire pulito…

non voglio avere niente a che fare…

 

RENIS

Ok, ok…con la “bianca” passi e chiudi,

non ci sono problemi…

 

LEO

(prendendola da uno ZAINO)

Voglio solo fare un po’ di soldi, ecco perché te la vendo…

ma ti ripeto….mi accontento di 20.000 euro,

con questa ci fai molto di più.

 

RENIS

Prima di prendere la merce…devo provare.

 

Leo gli porge la cocaina tenendo la confezione ben stretta fra le sue mani. Renis prova la cocaina immergendo il dito e poi spalmandosela in bocca.

 

RENIS

(con approvazione)

Mhhm…niente male.

 

LEO

Bene, dai, chiudiamo…i quattrini?

 

RENIS

Leo, sta calmo…un assegno va bene?

 

LEO

Credi che sono un idiota?!

Voglio i “centoni”, mica sono fesso.

 

RENIS

(sorridendo)

Sei malfidato allora…ma non ti preoccupare,

scherzo, ho qui la valigetta; ecco, vedi.

 

Renis apre la VALIGETTA (e con l’altra mano è vicino alla pistola per rispondere ad eventuali mosse false del suo interlocutore) e Leo si passa i soldi fra le mani. Verifica che sono soldi veri con contentezza, poi Renis richiude la valigetta.

 

LEO

Bene! La merce adesso.

 

Si scambiano simultaneamente la “roba” ed il denaro.

 

RENIS

…Allora ciao, se vuoi entrare nel giro,

ti posso prendere in considerazione;

noi non accettiamo tutti…il curriculum è importante…

 

LEO

Ci penserò, chissà che prima o poi mi viene la voglia…

ma adesso voglio stare tranquillo, ok?!

Faccio solo furti e tratto merce rubata…sono uno onesto io;

la coca non è per bravi ragazzi…con questo ho chiuso,

mi servivano solo un po’ di soldi in più…ma finisce qui…

 

RENIS

Come ti pare…Ciao.

 

RENIS lo saluta dandogli la mano; c’è un po’ di titubanza ed una sottile tensione. Fanno per allontanarsi.

 

LEO

Ciao…Ah, non mi hai detto perché ti chiamano Renis…

 

RENIS

(canticchia accennando alla canzone)

….La sai quella canzone di Renis “…dimmi quando, quando, quando”

…se qualcuno mi fa un torto io non perdono, e nessuno sa

“quando, quando, quando io colpirò”…può essere fra un giorno,

un mese, un anno o pure di più…Ecco perché mi chiamano così.

 

LEO

(perlesso)

Ah, Ok.

 

Renis ricambia con un saluto di mano.

 

Si allontanano nei sensi opposti.

 

Renis appena si allontana di qualche passo si gira e spara a Leo di spalle, il quale stramazza a terra; poi si avvicina abbassandosi.

 

RENIS

(con ironia, poi osservando

la valigetta sporca)

…Non te l’avevo detto perché mi chiamano Renis?

…E che cazzo, me l’hai imbrattata di sangue…

(sputa sopra il morto)

…stronzo…

(gli prende anche i soldi dalle tasche,

dallo zaino e pure il bancomat, osservando

che c’è il codice vicino)

Ahi amico, non ti ricordi nemmeno il numero

del bancomat…Cacchio…allora vuol dire che sei

proprio bruciato…magari chissà, se prendevi un po’

di “neve” il cervello ti andava a posto…

(si guarda intorno;

prende tutto e telefona

velocemente a Gonzalo)

 

RENIS

Ehi Gonzalo, ho recuperato la merce…

Ronaldo ci voleva fottere, ma poi…ti spiego…

 

8. INT. VICINO AL TAVOLO DA SALOTTO – GIORNO (LA PRESENTE SCENA SI ALTERNA ALLA PRECEDENTE)

 

Gonzalo è attorniato da due belle ed esotiche donne.

 

GONZALO

Nessun problema?

 

RENIS

Nessuno. Da quando tutti vogliono entrare nel giro

per fare i soldi basta appena farla annusare…e poi…

 

GONZALO

(sniffando su una carta da gioco)

Si fa poker!

 

RENIS

Già, è come fare asso pigliatutto.

I soldi adesso si pescano, e i pesci piccoli si buttano.

Basta solo pedinarli questi piccoli bastardi.

 

GONZALO

(sniffa)

Bene.

 

RENIS

Passo da te?

 

GONZALO

(mentre una donna gli sussurra qualcosa

di sensuale nell’orecchio e lui sorride

un po’ “fuori di sé”)

Ok.

 

Chiudono la comunicazione.

 

RENIS

(verso Leo)

Eh, fa proprio un gran caldo…

Ti troveranno sano, qui non ci sono avvoltoi.

(saluta il cadavere)

Bye Bye…

 

Si allontana.

 

9. INT. CASA DI GONZALO (SALOTTO) – GIORNO (POMERIGGIO)

 

RENIS e GONZALO sono seduti di fronte; su comode poltrone in pelle. Ambientazione un po’ kitch e che ricorda vagamente gli anni 70 (ma può essere anche solo elegante). GONZALO intanto compie complesse operazioni per ritagliarsi e aggiustarsi il sigaro[1]. Vediamo tutto ciò in montaggio alternato mentre RENIS parla come una “macchinetta nevrotica” ed ha una sigaretta tra le dita. Vicino a Gonzalo c’è WALTER, l’assistente-amico del capo.

 

RENIS

(con una sigaretta tra le dita)

…Gonzalo, io voglio essere “iniziato” sul serio.

Non mi accontento più di questi lavoretti,

voglio fare affari grossi, e ti sono fedele…

Per me il clan è tutto, desidero essere del tuo gruppo,

starti vicino…si, insomma, quello che chiamano Fred,

e poi Carmelo, sono persone in gamba ed io le stimo

e le rispetto, ma Gonzalo…mettimi alla prova,

mandami in Colombia…voglio fare carriera e…vedrai

che non te ne puoi pentire.

Ho dimostrato di essere affidabile;

chiedo solo questo: un’opportunità…

e se sbaglio mi tolgo dai piedi, come se non fossi mai esistito.

L’altro giorno al telegiornale ho sentito che bisogna incoraggiare

i giovani, dargli fiducia…

 

GONZALO

(bloccandolo con un tono calmo)

Lo sai che il fumo di sigaretta mi dà fastidio nel mio salotto…

 

RENIS

Eh, si…scusami…

(cerca un portacenere, ma poi non

trovandolo cerca dentro la sua giacca

il pacchetto di sigarette per spegnerla

dentro)

 

Appena cerca dentro la sua giacca, WALTER, l’assistente di Gonzalo, gli punta la pistola.

 

RENIS

(meravigliato e poi un po’ irritato)

Oh, oh, oh, come siete nervosi…calma, sono dei “vostri”.

Prendo solo il mio pacchetto di sigarette.

(completa l’operazione di spegnimento della cicca)

 

WALTER

(perentorio)

La prudenza non è mai troppa. Piano con le parole…

prima di dire che sei davvero con noi ce ne vuole.

 

GONZALO

Lascia sfogare il ragazzo…è ancora molto giovane…

ha una tempesta ormonale…

 

RENIS

Ti servono altri uomini scelti? Prendi me allora,

dammi una chance…Ti chiedo troppo? Gonzalo:

ripeto, voglio la possibilità di dimostrare il mio valore…

E’ il mio esame di maturità, e io te ne sarò

grato per sempre.

Voglio prendere il volo, sono ambizioso, ma non ti devi

preoccupare di questo…il cartello per me è come Cristo Benedetto

(si fa fugacemente il segno della croce)

e quello di Gonzalo

(indicandolo con indice e medio uniti)

…quello tuo per me è il migliore e lo sarà sempre

…e poi io…(viene interrotto da Gonzalo)

 

GONZALO

(calmo e freddamente riflessivo)

Lo sai da dove vengono questi sigari?

 

RENIS

N…no…

 

GONZALO

(parlando lentamente)

Vengono da Cuba…ci si mette tanto per farli…

il tabacco viene essiccato controllandolo notte e giorno…

se qualcuno si distrae, a tagliarlo ed a lavorarlo intendo,

e non sta attento alle piogge, subito dopo perde il posto di lavoro.

(si accende il sigaro)

 

RENIS

Si…ma…che…che c’entra…

 

GONZALO

Sono lavorati a mano, e se sbagli, si, se sbagli,

in certe “fazendas” ti tagliano un dito…quello mignolo…

così ti ricordi di non fare errori.

 

RENIS

(quasi serafico)

Ehi Gonzalo, che vuoi dire…io sono preciso…

(un po’ intimorito e nevrotico)

sono preciso;

voglio che insomma noi…cacchio,

poi tutti si possono sbagliare ma

(prendendo coraggio)

mai per superficialità, mai perchè io faccio le cose a “cazzo”.

Le cose cerco di farle sempre bene, e mi sembra

che te l’ho provato, non puoi dire di…

 

GONZALO

Segui il discorso…questo significa che ci sono posti

dove la vita vale meno di un sigaro fatto bene,

e tutto questo perché io possa stare qui ad ascoltare

uno come te…che se non oggi ma domani mi dà grane…

Chi tradisce un suo amico è come se tradisce anche me…

 

RENIS

Oh, sei stato tu a dirmi che bisognava recuperare

i soldi e la “bianca”…non ricordi?

 

GONZALO

Si, bravo…hai fatto quello che ti ho chiesto,

ma adesso hai finito il tuo compito, come

anche questo sigaro (osservando il sigaro)…si consuma.

 

Bussano alla porta. RENIS ha lo sguardo attonito.

 

GONZALO

Si, adesso!

 

Entrano DUE AFFILIATI, e uno dei due spara un po’ di revolverate verso RENIS.

Poi si vedono i due che “ripuliscono” il cadavere dei soldi e delle carte di credito, mettendole sulla scrivania di Gonzalo.

I loschi tipi, visti quasi dalla cintola in giù, portano via RENIS di peso.

 

WALTER

(osservando i “doni” con Gonzalo,

e poi guardando fuori dalla finestra)

Eh si, è proprio vero…da quando tutti vogliono fare carriera

si fanno i soldi anche solo togliendoli di mezzo questi “cacasotto”.

C’è troppa gente che non sa stare al suo posto…ai miei tempi per

fare carriera ci voleva ben altra gavetta…adesso solo perché uno

la sniffa vuole diventare un “boss”…Ah, che tempi…

 

UNO dei DUE AFFILIATI

(parla quello che non ha sparato)

Capo, noi andiamo; lo portiamo alla fabbrica di hamburger.

 

GONZALO

Si…

(i due vanno via, poi verso il suo

amico-assistente che lo fissa

mentre si adopera sulla scrivania)

Perché ogni volta mi guardi male…

Da quando ci sono le ristrutturazioni edili è diventato

rischioso buttarli nel cemento; lo sai che io odio i macelli,

il sangue…però mi è toccato aprire un negozio di hamburger…

cosa credi, che mi piace? Sono tempi duri per tutti questi,

Fare sparire un cadavere non è facile…Lo sai anche tu che

aprire una fornace crea sospetti, ci sono troppi controlli…

E poi la carne di Gonzalo è carne buona, con tutte le schifezze

che mangiano gli animali di oggi…aggiungere un po’ di carne

umana non fa male….anzi.

 

(Musica)

 

WALTER

Sarà, ma io preferivo prima.

 

GONZALO

I tempi cambiano Walter…i tempi cambiano.

 

10.11. EST/INT. METROPOLITANA - MACELLERIA –  GIORNO

 

(Musica)

UN RAGAZZO ED UNA RAGAZZA entrano in METROPOLITANA.

Si vede un TRITACARNE ELETTRICO che lavora. Questa inquadratura si alterna a quella della calca della gente che entra nel treno della metropolitana o che scende/sale dalle scale sovraffollate (riproduce l’identico flusso del macinato che esce dal tritacarne).

 

12. EST. METROPOLITANA - GIORNO

 

I due giovani escono dalla metro.

 

13. INT. FAST FOOD - GIORNO

 

Dettaglio di un hamburger fumante che viene afferrato da una mano (quella del RAGAZZO).

I due giovani sono appunto dentro il fast food, e di fronte l’uno all’altra, addentano il panino simultaneamente (inquadratura in dettaglio molto ravvicinato).

 

FINE

 

 

  

 

[1] Riguardo a Renis e Gonzalo, con il montaggio alternato, mentre il primo parla, il boss si "aggiusta" il sigaro. In questo modo si vuole mettere in contrasto la concitazione ed il nervosismo del primo contrapposti alla calma che distingue il boss. I fumatori di sigari quando si preparano a fumare compiono sul sigaro un vero e proprio "rituale tecnico": lo tastano, lo odorano, lo "ghigliottinano" all'estremità con un taglio secco e preciso, lo ri-tastano e lo compattano sia ai lati che dall'inizio e alla fine, ed in ultimo lo portano alle labbra assaporandone il gusto prima di accenderselo; l'accensione poi è lenta ed a più riprese. Noi vedremo tutto ciò alternato alle chiacchiere concitate di Renis, assieme ad altre sfumature tecniche e recitative.

 

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